Viterbo – (sil.co.) – Quarantenne a processo con l’accusa gravissima di avere violentato una minorenne ubriaca quindi in condizione di minorata difesa. È l’imputato cui lo scorso mese di novembre il collegio ha negato il patteggiamento proprio in seguito all’estrema gravità delle condotte contestate.
Violenza
Ieri sono state ammesse le prove chieste dalle parti, mentre il processo e stato rinviato a febbraio per calendarizzare le udienze, a ritmo serrato, in modo da giungere al più presto alla sentenza di primo grado. Entro la prossima primavera dovrebbero essere sentiti tutti i testimoni dell’accusa.
Presunta vittima una studentessa quindicenne residente in un centro della provincia di Viterbo, parte civile con l’avvocato Daniele Nobili.
Lui aveva 38 anni e lei non ne aveva ancora compiuti 16 quando, nel gennaio del 2024, l’uomo avrebbe approfittato dello stato di ebbrezza della minorenne per violentarla, avendo con la minorenne rapporti completi.
La quindicenne si sarebbe quindi confidata con le professoresse che hanno segnalato l’accaduto alla polizia, facendo scattare le indagini della squadra mobile, coordinate dalla pm Paola Conti.
Imputato un sudamericano, originario dell’Ecuador, difeso dall’avvocato Caterina Boccolini, mentre la minore è originaria di un paese dell’America centrale.
– Quarantenne violenta studentessa minorenne ubriaca, no al patteggiamento
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva
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