Viterbo – Dalla gestione dei pazienti complessi alla presa in carico delle fragilità, passando per l’integrazione tra ospedale e territorio. Agli Stati generali della Asl il direttore dell’unità operativa di gastroenterologia ed endoscopia digestiva, Costantino Zampaletta, ha illustrato il ruolo del dipartimento di medicina generale e specialistica come regia unitaria dei percorsi di cura.
Viterbo – Teatro Unione – Stati generali della Asl – Costantino Zampaletta, direttore dell’unità operativa di gastroenterologia
Dottor Zampaletta, qual è la funzione del dipartimento di medicina generale e specialistica?
“Agisce come una cabina di regia, garantendo continuità e integrazione tra medicina generale e specialistica. L’obiettivo è rispondere in modo unitario alla complessità dei bisogni di cura, evitando frammentazioni nei percorsi dei pazienti”.
La complessità clinica è una delle principali sfide. Come viene affrontata?
“Attraverso strutture e competenze dedicate. Un esempio emblematico è il nuovo reparto di Ematologia, che verrà attivato nelle prossime settimane. Il reparto sarà dotato di stanze sterili e di tute le tecnologie necessarie per consentire la presa in carico di pazienti molto complessi, dalla terapia intensiva delle leucemie acute fino all’avvio di procedure trapiantologiche di midollo”.
Quanto conta il lavoro multidisciplinare?
“È fondamentale. In oncologia, per esempio, i gruppi multidisciplinari mettono insieme oncologi, gastroenterologi, radiologi, chirurghi e altri specialisti per definire strategie diagnostiche e terapeutiche condivise. Questo garantisce percorsi più sicuri e coordinati per il paziente”.
L’integrazione riguarda anche il rapporto tra ospedale e territorio?
“Sì, ed è un aspetto centrale. Un esempio concreto è la collaborazione dell’angiologia con gli ambulatori infermieristici territoriali per la gestione delle ulcere vascolari, che ha portato a una riduzione dei tempi di guarigione e dei ricoveri ospedalieri”.
Come viene assicurata la continuità di cura?
“Accompagnando il paziente lungo tutto il percorso. Quando necessario, attiviamo ricoveri mirati per persone seguite ambulatorialmente e garantiamo continuità anche nella fase di dimissione protetta, prevista nei vari reparti”.
Viterbo – Teatro Unione – Stati generali della Asl – Costantino Zampaletta, direttore dell’unità operativa di gastroenterologia
Quanto è importante la personalizzazione dei trattamenti?
“È essenziale, perché ogni persona è diversa anche a parità di malattia. Centri come quello per la terapia anticoagulante, le malattie infiammatorie croniche intestinali e la reumatologia lavorano adattando i percorsi alle condizioni cliniche e alle risorse di ciascun paziente, anche attraverso l’uso di farmaci biotecnologici”.
Il dipartimento lavora anche sulla prossimità delle cure?
“Certamente. Abbiamo sviluppato una rete integrata di strutture di medicina generale nei presidi di Civita Castellana, Tarquinia e Acquapendente per i ricoveri a minore intensità, mentre i casi più complessi vengono centralizzati al Santa Rosa”.
Lo stesso modello vale per l’attività ambulatoriale?
“Sì. Le attività di endoscopia digestiva, oncologia ed emodialisi più complesse sono concentrate al Santa Rosa, mentre le prestazioni di routine e i follow up vengono garantiti il più possibile vicino ai cittadini, nelle strutture territoriali”.
Un’attenzione particolare è rivolta anche alle persone più fragili.
“Il reparto di Medicina protetta è hub di riferimento regionale per il ricovero di persone in stato di detenzione. È una sfida impegnativa, che richiede competenze, integrazione e un forte senso di responsabilità”.
Un accenno al ruolo della gastroenterologia.
“Gestiamo pazienti complessi, in particolare per le patologie biliopancreatiche, in aumento negli ultimi anni. Grazie a procedure endoscopiche avanzate ed ecoendoscopiche riusciamo a offrire risposte diagnostiche e terapeutiche di alto livello”.
E le altre specialità mediche?
“La nefrologia garantisce procedure diagnostiche come la biopsia renale, con una forte attrattività extraterritoriale. Le malattie infettive continuano a svolgere un ruolo cruciale, non solo per la gestione delle infezioni complesse, ma anche per la sorveglianza delle infezioni ospedaliere”.
Qual è il messaggio finale?
“La complessità si governa solo insieme: cittadini, professionisti e istituzioni. È questa la sfida quotidiana del nostro dipartimento”.
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