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Viterbo - Dopo il presidente con la riconferma di Romoli adesso tocca all'assemblea composta da consiglieri e sindaci, gli stessi chiamati alle urne

Il consiglio provinciale scade il 20 marzo, per votare c’è tempo fino a giugno

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo -Dal presidente al consiglio provinciale. A Palazzo Gentili è sempre tempo d’elezioni.


Viterbo - Consiglio provinciale - A destra il presidente Romoli

Viterbo – Consiglio provinciale


Effetto della legge che ha ridisegnato l’ente, togliendo il voto agli elettori e lasciandolo agli amministratori. In una sorta di doppio turno.

Per il presidente, che rimane in carica quattro anni e Alessandro Romoli è stato confermato di recente e quindi i consiglieri, la cui durata è però di due anni.

Adesso è tempo di rinnovare questi ultimi.

“La scadenza – ha spiegato Romoli in consiglio provinciale – è il 20 marzo”. Non perentoria.

“La norma ci dà tempo novanta giorni per espletarle”. Quindi, in teoria, l’attuale assemblea può rimanere in carica fino al prossimo giugno.

“Dobbiamo individuare una data – osserva Romoli – e non lo farò in solitudine. In conferenza dei capigruppo raccoglierò le indicazioni delle forze politiche”.

Quelle sono e quelle rimarranno a via Saffi anche dopo il ritorno alle urne. Magari cambierà qualche nome. Forse.

“Occorre mettere in moto la macchina organizzativa, liste, schede e adempimenti formali”. Che elezioni siano allora, ma di secondo livello.


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24 gennaio, 2026

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