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Tribunale - Vittima una cinquantenne che ha chiesto aiuto al parroco

Telecamere per difendersi dal marito violento: “Se mi succede qualcosa, si sa chi è stato”

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Viterbo – (sil.co.) – Si allungano i tempi del processo per maltrattamenti aggravati in famiglia la cui la vittima – picchiata, umiliata e tradita dal marito – ha trovato soccorso nel sacerdote della parrocchia dove svolgeva attività di volontariato, che l’ha messa in contatto con un’associazione.


Tribunale di Viterbo - Un'aula

Tribunale di Viterbo – Un’aula


Ieri avrebbero dovuto essere ascoltati ulteriori 9 testimoni dell’accusa e della parte civile, ma a causa della diversa composizione del collegio l’udienza è stata rinviata all’estate per fissare le prossime udienze che, salvo imprevisti, dovrebbero tenersi tra settembre e l’autunno.

Il prete invece è stato sentito  all’udienza dello scorso 12 maggio. Imputato l’ex marito di una cinquantenne residente in un centro della provincia. I maltrattamenti sarebbero proseguiti per circa venti anni, fino al 2020, quando la donna, che si è costituita parte civile, ha chiesto la separazione e lo ha denunciato.

“Fuori dal segreto della confessione – ha spiegato il parroco – la signora mi ha riferito delle condotte del marito, che manteneva lei perché lui non lavorava, la tradiva ed era violento al punto che lei aveva tolto per paura i coltelli dalla cucina. Una volta col figlio si era dovuta chiudere in una stanza perché li minacciava”. 

La prima ad essere ascoltata è stata una psicologa dell’associazione cui si è rivolta la vittima a dicembre 2018 su consiglio del parroco.

Una ex compagna di scuola delle superiori ha detto che una volta lui avrebbe provato a investirla e che non se ne voleva andare da casa. Una cugina fu allertata da una vicina di casa della coppia. 

Spaventata al punto da temere per la sua vita, l’ex moglie dell’imputato sarebbe arrivata a piazzare in casa delle telecamere di sicurezza: “Così se mi succede qualcosa, si sa chi è stato”.


Articoli: Picchiata dal marito, soccorsa dal parrocco: “L’ho messa in contatto con chi poteva aiutarla” – “Quando ho visto mio figlio violento come il padre, ho denunciato mio marito”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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3 febbraio, 2026

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