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Tribunale - Il piccolo ha telefonato terrorizzato alla madre, che ha denunciato l'ex marito

Minaccia con un cacciavite il figlio di 11 anni

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Viterbo – (sil.co.) – Minaccia con un cacciavite il figlio di 11 anni, padre a processo per maltrattamenti aggravati.


Viterbo - Un'aula del tribunale

Viterbo – Un’aula del tribunale


Paura alla fiera. L’episodio, avvenuto a Viterbo, risale al 25 marzo 2023. Era la mattina della fiera dell’Annunziata quando il genitore, un marocchino separato dalla moglie, è uscito col bambino, mentre la moglie andava per bancarelle con un’amica. Il piccolo, che oggi ha 14 anni, ieri ha testimoniato in tribunale.

“Mamma, corri”. “A un certo punto mio figlio mi ha telefonato dal bagno di un bar di porta della Verità, mentre ero con la mia amica in piazza del Comune, dicendomi ‘mamma corri, vieni a prendermi ho paura di papà'”, ha spiegato ieri la donna alla pm Aurora Mariotti davanti al collegio, dove l’ex coniuge è imputato di maltrattamenti aggravati in famiglia e mancato pagamento degli alimenti. 

Padre in Italia dal 2009. La coppia si è sposata nel 2009 in Marocco, dopo di che il marito ha raggiunto la moglie in Italia, dove lei viveva dal 2002, grazie al ricongiungimento. Il piccolo è nato a Viterbo nel 2012. Nel 2019 la separazione, un anno fa il divorzio. In mezzo l’episodio del cacciavite.

“Schiaffi invece di parlare”. “Mio marito è sempre stato un padre aggressivo – ha proseguito la madre, che si è costituita parte civile con l’avvocato Laura Menghini – il figlio era un bambino vivace e lui, invece si parlare e spiegare, ricorreva subito alle urla e agli schiaffi. Lo spaventava e lui, dopo la separazione non stava volentieri con lui”.

La versione del minore. Quella mattina, il padre avrebbe rimproverato il figlio per questioni legate alla scuola. “A  un certo punto ha tirato fuori il cacciavite dalla tasca e lo ha piantato sul ramo di un albero vicino a me. Ho avuto paura e ho chiamato la mamma”, ha detto il minore, spiegando ieri in aula che, dopo un breve allontanamento e un periodo di incontri protetti, adesso vede il padre liberamente. 

Picchiato con la cintura. La madre, riuscita a farsi raccontare l’accaduto a pratogiardino Lucio Battisti, il giorno successivo ha sporto denuncia ai carabinieri, riferendo dei modi aggressivi dell’uomo nei confronti del bambino fin da piccolo e che una volta lo aveva anche picchiato con la cintura.

A settembre, prima della sentenza, saranno sentiti altri due testimoni dell’accusa e l’imputato, se vorrà, potrà difendersi facendosi interrogare o rilasciando spontanee dichiarazioni.


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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4 febbraio, 2026

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