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Sanità - Disagio giovanile, prevenzione e servizi - Intervista al direttore generale della Asl Egisto Bianconi

“La fatica di crescere è una realtà che incontriamo ogni giorno”

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Viterbo -“La fatica di crescere non è solo un titolo evocativo, ma una realtà che i servizi sanitari incontrano quotidianamente, spesso in modo silenzioso”, ha detto Egisto Bianconi, direttore generale della Asl Viterbo, a margine dell’evento promosso dall’Azienda sanitaria alle scuderie di palazzo Farnese a Caprarola sul disagio giovanile dal titolo appunto “La fatica di crescere”. Un’iniziativa che segna la conclusione di un anno di lavoro e l’avvio di una riflessione strutturata sul disagio giovanile, fondata sui dati della ricerca Selfie e sull’integrazione tra prevenzione e servizi, con particolare attenzione alla salute mentale degli adolescenti.

Caprarola - Asl - La fatica di crescere - Egisto Bianconi

Caprarola – Asl – La fatica di crescere – Egisto Bianconi


Direttore Bianconi, oggi la Asl Viterbo ha promosso l’evento “La fatica di crescere”. Che significato ha per l’Azienda una giornata come questa?
“La giornata di oggi rappresenta un momento molto importante per la Asl Viterbo, perché segna la conclusione di un percorso di lavoro durato un anno e, allo stesso tempo, l’inizio di una riflessione più ampia su come affrontare in modo strutturato il tema del disagio giovanile. “La fatica di crescere” non è solo un titolo evocativo, ma una realtà che i servizi sanitari incontrano quotidianamente, spesso in modo silenzioso”.

Al centro dell’incontro c’è stata la presentazione della ricerca Selfie. Perché la Asl ha scelto di investire su questo progetto?
“Abbiamo scelto di investire nel Progetto Selfie perché riteniamo che la programmazione sanitaria non possa basarsi su percezioni o intuizioni, ma su dati solidi. Ascoltare direttamente i ragazzi, raccogliere informazioni sui loro stili di vita, sui comportamenti e sulle fragilità, ci consente di costruire interventi più efficaci. La ricerca non è un esercizio teorico, ma uno strumento operativo che orienta le nostre scelte”.

Cosa raccontano, in sintesi, i dati emersi dalla ricerca?
“I dati restituiscono un quadro complesso. Accanto a risorse importanti, emergono segnali di fragilità che non possono essere sottovalutati: difficoltà nella gestione del mondo digitale, comportamenti a rischio, forme di disagio emotivo sempre più precoci. È un quadro che ci dice chiaramente che la prevenzione deve iniziare presto e deve essere integrata, coinvolgendo scuola, famiglie, servizi sanitari e territorio”. 

In che modo questi risultati incidono sulla strategia della Asl Viterbo?
“Incidono in maniera diretta. Uno degli obiettivi principali della nostra Azienda è rendere i servizi sempre più aderenti ai bisogni reali della popolazione. La ricerca Selfie ci permette di calibrare l’offerta sanitaria, di rafforzare alcuni ambiti e di ripensare altri. In particolare, rafforza la nostra convinzione che la salute mentale e il benessere psicologico degli adolescenti debbano essere una priorità della sanità pubblica”.

Durante l’evento si è parlato molto di integrazione tra prevenzione e servizi. È questa la direzione su cui state lavorando?
“Assolutamente sì. La prevenzione non può essere separata dall’organizzazione dei servizi. Per questo i Dipartimenti di Prevenzione e di Salute Mentale della Asl Viterbo hanno seguito da vicino il progetto, verificando la coerenza tra i risultati della ricerca e gli interventi messi in campo. L’obiettivo è costruire un sistema capace di intercettare precocemente il disagio e di offrire risposte tempestive ed efficaci”.

Caprarola - Asl - La fatica di crescere - Egisto Bianconi

Caprarola – Asl – La fatica di crescere – Egisto Bianconi


Un esempio concreto di questo approccio è l’ambulatorio per i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione. Che ruolo ha in questa strategia?
“L’ambulatorio per i Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione è un esempio molto chiaro di come intendiamo lavorare. È un servizio che nasce dall’analisi dei bisogni, che adotta un modello multidisciplinare e che garantisce una presa in carico precoce. È la dimostrazione che i dati e la ricerca possono e devono tradursi in servizi concreti, accessibili e strutturati”. 

Quanto è importante il lavoro di rete sul territorio?
“È fondamentale. Nessuna Azienda sanitaria può affrontare da sola fenomeni complessi come il disagio giovanile. Il valore del Progetto Selfie sta anche nella collaborazione con il mondo della scuola, del terzo settore, dell’università e delle istituzioni. È solo attraverso questa rete che possiamo costruire risposte realmente efficaci e durature”.

Che messaggio lascia la giornata di oggi?
“La giornata di oggi ci consegna una responsabilità chiara: continuare a investire nella prevenzione, nell’ascolto e nella qualità dei servizi. La sanità pubblica deve essere sempre più capace di anticipare i bisogni, non solo di rispondere alle emergenze. Questo è l’impegno che la Asl Viterbo porta avanti ogni giorno, con l’obiettivo di tutelare la salute dei cittadini e, in particolare, delle nuove generazioni”.


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4 febbraio, 2026

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