Viterbo – No alla somministrazione di bevande alcoliche per Santa Rosa e obbligo pennichella per le attività artigianali e cantieri edili.
Continua a riservare sorprese il regolamento di polizia urbana in (lenta) discussione nella commissione Affari Generali. Ieri mattina, sei articoli su 40 in totale, scesi a 39. Uno non arriverà al vaglio del consiglio comunale.
Viterbo – Comune – Commissione Affari generali
È stato cassato, mentre gli altri sono passati sotto la lente d’ingrandimento dell’opposizione. Parecchio critica su diverse scelte. Come il divieto di vendita alcolici, non tanto per la vendita in sé ma per tutta la regolamentazione che è stata costruita attorno.
La giunta vieta, attraverso il regolamento, in area pubblica la cessione a qualsiasi titolo a minori, ma anche la detenzione e il consumo. Qualunque sia la gradazione. Bene il divieto. Ma se un 17enne prende dal padre una busta della spesa con all’interno bevande alcoliche mentre si trova in strada, per aiutarlo, sta detenendo alcolici. Scatta la multa. E a chi? A chi l’ha venduta? Al genitore? Al minore? Difficile.
E siccome si parla di detenzione, provocatoriamente Letizia Chiatti (gruppo misto) ha proposto, a questo punto, un apposito articolo, stavolta per gli stupefacenti.
Vietato poi, bere alcolici in strade o aree pubbliche, in determinati periodi. Ovvero dalle 19 alle 6 del giorno successivo per il trasporto della Macchina di Santa Rosa, per l’accensione del Sacro Fuoco a Bagnaia e La Quercia.
In pratica, non sarà più necessario ogni anno predisporre ordinanze in questi due periodi. Seppure l’opposizione si sia chiesta perché queste due iniziative e non altre come ad esempio, la festa della castagna a San Martino al Cimino. Potrà sempre essere predisposta un’ordinanza. E c’è chi teme, come Matteo Achilli, che lo stop predisposto in questo modo possa nuocere ad associazioni dalla cui vendita traggono sostegno, agli esercizi pubblici. Fuori vietato, dentro esistono limiti. Si rimane a secco.
Bere contravvenendo alle regole potrebbe costare caro. In base al tipo d’infrazione si arriva fino a 300 euro.
Altro articolo che ha fatto rumore, è quello sulle attività rumorose. Comprese quelle che provengono da attività industriali, artigianali e da cantieri edili.
Da ottobre ad aprile, dal lunedì al venerdì si lavora dalle 7,30 alle 13 e dalle 14,30 alle 20 . Da maggio a settembre, invece, dalle 6,30 alle 13 e dalle 14,30 alle 20. Nei prefestivi: 10-13 e 16-20.
Pure in questo caso, dubbi, in particolare dal gruppo Fratelli d’Italia su come sia possibile regolamentare un comparto che vive di regole e norme proprie.
Il comune può? Silenzio. La commissione si è aggiornata.
Giuseppe Ferlicca
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