Civita Castellana – (sil.co.) – Per danneggiare la ex impedendole di lavorare, non rispetta gli orari di visita alla figlioletta stabiliti dal giudice civile. È imputato di stalking.
A volte la prende, a volte non la prende. Senza una regola. Fatto sta che il genitore “a intermittenza” è stato denunciato il 16 gennaio 2025 e le indagini della pm Paola Conti si sono chiuse con la richiesta di rinvio a giudizio per stalking. Un caso particolare.
Davanti al gup Rita Cialoni un 49enne difeso dall’avvocato Remigio Sicilia, mentre la parte offesa è assistita dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli.
Nei giorni scorsi la prima udienza, rinviata a maggio in seguito alla fresca nomina da parte dell’imputato del legale Sicilia,
I fatti sono avvenuti tra il 2020 e il 2025 in uno dei comuni del comprensorio di Civita Castellana. All’imputato viene contestata, tra l’altro, la recidiva infraquinquennale specifica. Era stato già colpito anche da ammonimento del questore.
La donna, non potendo contare sulla presenza del papà per la gestione della bambina, ad esempio per la scuola e le altre attività, si sarebbe ritrovata costretta a cambiare ben quattro volte lavoro, non potendo garantire la sua presenza negli orari previsti all’assunzione.
Sarebbe bastato un niente per far cambiare repentinamente umore all’ex marito e fargli dire che non avrebbe provveduto lui alla bambina. Di solito all’ultimo momento – come documentato anche dai messaggi prodotti dalla presunta vittima – con frasi tipo “a proposito, domani non ho la macchina, non posso andare a prendere la figlia”
C’è anche dell’altro. Non rassegnandosi alla fine della relazione avrebbe inviato alla ex continui messaggi telefonici accusandola di volerlo rovinare e dandole della bugiarda, minacciandola “ti prendo per il collo” e insulandola “scema, dovete vergognarvi tu e tua madre”.
Oltre, appunto, a creare continui problemi nella gestione della figlia, non rispettando quanto stabilito dal tribunale civile di Viterbo il 12 ottobre 2022, per esempio non andando a prendere a scuola la bambina, impedendo di fatto alla ex di svolgere un’attività lavorativa.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.
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