![]() L’avvocato Emilio Lop |
Viterbo – (sil.co) – Denunciato per stalking, diffamazione, calunnia e insolvenza fraudolenta da un’avvocatessa viterbese, un ex cliente 33enne ha rischiato di finire a processo dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura.
Se non che il gup Rita Cialoni, davanti alla quale nei giorni scorsi si è conclusa l’udienza preliminare, ha accolto la richiesta di non luogo a procedere del difensore Emilio Lopoi e lo ha prosciolto.
Imputato un ex assistito della legale, mentre i fatti coprono un arco temporale che va dal 2014 al 2023.
Calunnia. Secondo la presunta parte offesa, che si è costituita parte civile facendosi assistere da un collega, il 9 dicembre 2021 l’imputato avrebbe presentato un esposto all’ordine degli avvocati di Viterbo incolpandola di fatti non rispondenti al vero, quali frode processuale ed altri reati, avendo già notizia che il procedimento penale ad essi collegato si era concluso con una definitiva archiviazione nel 2017, nonostante un’istanza di opposizione dallo stesso promossa.
Diffamazione. Sempre il 9 novembre 2021, secondo l’accusa, l’imputato avrebbe inviato una missiva all’ordine degli avvocati di Viterbo in cui ne offendeva la reputazione, comunicando con più persone.
Insolvenza fraudolenta. Il 31 maggio 2017, il 33enne, secondo la legale, avrebbe tolto tutti i fondi dai suoi conti correnti bancari e trasferito la proprietà del suo veicolo Audi 8 in favore del padre, intenzionalmente dimostrando di non adempiere all’obbligazione nei confronti della presunta vittima circa le spese legali.
Stalking. Sempre secondo l’accusa, il 33enne avrebbe depositato esposti disciplinari e atti giudiziari del tutto infondati e strumentali, a partire da un esposto per calunnia alla guardia di finanza del 15 gennaio 2014, fino all’esposto disciplinare al consiglio dell’ordine degli avvocati del 9 dicembre 2021, proseguendo con una querela per estorsione del 18 luglio 2022 e una denuncia querela per truffa, estorsione, minaccia, calunnia, lesioni personali del 13 settembre 2022. Ultimo atto, il 3 marzo 2023, l’opposizione a precetto con domanda riconvenzionale di danni poi rinunciato, che avrebbe creato nella persona offesa uno stato di ansia e di paura, “costringendola altresì a sostenere spese per far valere le proprie ragioni”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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