Viterbo – (sil.co.) – Al via il processo a una quarantenne viterbese accusata da un amico del figlio di avere abusato di lui quando aveva quindici anni. Secondo l’accusa, la donna avrebbe ricattato la presunta vittima: “O fai sesso con me o dico a tua madre che sei gay”.
La donna è stata rinviata a giudizio lo scorso 13 novembre, mentre il processo si è aperto ieri davanti al collegio del tribunale di Viterbo. La quarantenne è difesa di fiducia dall’avvocato Giuliano Migliorati, mentre i fatti sarebbero avvenuti nel capoluogo durante l’estate di cinque anni fa, quando la presunta vittima aveva quindici anni, per la precisione tra luglio e settembre 2021.
Parte offesa un amico del figlio, per l’appunto un adolescente di 15 anni, che la donna avrebbe costretto ad avere con lei rapporti completi quotidiani, dopo che il figlio le aveva raccontato di uno scambio di foto intime con l’amico. Il giovane, ormai maggiorenne, non si è costituito parte civile al processo che entrerà nel vivo il prossimo autunno con la sua testimonianza.
Secondo l’accusa, in seguito alle confidenze di suo figlio, la quarantenne avrebbe fatto venire l’amico a casa sua, minacciando che avrebbe raccontato ala madre dei suoi trascorsi e costringendolo ad avere rapporti sessuali completi con lei con cadenza quasi quotidiana.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY