Acquapendente – (sil.co.) – Autotrasportatore con l’hobby di restaurare auto d’epoca, affitta un capannone ad Acquapendente ospitando nel piazzale, tra il 2017 e il 2019, un vecchio camion non marciante portato col carrellone da Arcidosso, sul monte Amiata.
Acquapendente – Piazza del comune
Quando il locatore gli ha chiesto indietro capannone e piazzale, l’uomo, non avendo più sentito da anni i proprietari del camion, non sapendo cosa fare del mezzo lo ha fatto rottamare, finendo davanti al giudice Jacopo Rocchi per appropriazione indebita e autoriciclaggio.
“Il camion non era marciante, l’unica cosa buona che aveva era la gru. Era completamente disastrato, senza frizione, il telaio spezzato, pneumatici e carrozzeria usurati”, ha spiegato mercoledì un 36enne di Abbadia San Salvatore, amico dell’imputato, con cui fino al 2019 ha condiviso l’hobby del restauro di mezzi d’epoca.
“Quanto valeva quel camion? Il valore del ferro. Non avrebbe mai passato la revisione”, ha detto un cugino 31enne dell’imputato, di mestiere meccanico, andato a prenderlo a Arcidosso col carrellone.
L’accusa ha chiesto una condanna a sei mesi di reclusione. La difesa ha spiegato che l’imputato ha risarcito il danno ai proprietari con un accordo transattivo.
“Gli ha risarcito più del dovuto. Non c’è stato dolo da parte del mio assistito che, quando ha dovuto restituire il piazzale, era convinto di potersene disfare, stava lì da anni e nessuno lo aveva mai reclamato”.
È stato assolto dall’accusa di appropriazione indebita perché il fatto non costituisce reato e perché il fatto non sussiste dall’accusa di autoriciclaggio.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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