Viterbo – (sil.co.) – Ai domiciliari da nove mesi per stalking, è stato rimesso in libertà dopo la condanna a un anno e quattro mesi di carcere. Ma dovrà frequentare per almeno nove mesi un corso di recupero presso un centro per uomini autori di violenze.
Violenza di genere – Foto di repertorio
L’imputato, difeso dall’avvocato Marco Massaini, è comparso mercoledì davanti al giudice Jacopo Rocchi, che ha accolto la richiesta di procedere col giudizio abbreviato, grazie al quale ha potuto usufruire dello sconto di un terzo della pena.
Arrestato per atti persecutori ai danni della sua ex il 10 giugno 2025, il presunto stalker aveva ammesso le sue responsabilità durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari, ottenendo di poter lasciare il carcere per i domiciliari. Misura cautelare che non è stata revocata fino alla fine del processo.
Solo dopo la condanna a un anno di reclusione, con sospensione della pena e non menzione, è stato rimesso in libertà dal giudice, che ha però condizionato i benefici alla frequentazione, per un periodo non inferiore a 9 mesi, di un percorso di recupero presso un centro per uomini autori di violenze. Una volta che la sentenza sarà passata in giudicato.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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