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– Aveva comprato una macchina e una villa a Ronciglione a nome di un architetto romano.
Era così che G.D. riusciva a fare la bella vita alle spalle del professionista che, grazie a lui, è finito nel registro dei cattivi pagatori.
Il “ladro di identità” è finito sotto processo davanti ai giudici del tribunale di Roma. Deve rispondere di falso ideologico per fatti risalenti al 2003.
Per l’accusa, rappresentata dal pm Elisabetta Ceniccola, l’imputato aveva comprato casa e auto grazie a finti documenti con le generalità dell’architetto, che risente ancora degli strascichi pesanti di quella vicenda.
L’essere finito nella lista nera di banche e finanziarie gli ha sbarrato l’accesso al credito. A dieci anni dal raggiro, non può accendere un mutuo, né chiedere un prestito.
Sulle prime, non aveva capito di essere stato vittima di un vero e proprio “furto” di identità. Quando gli arrivarono da pagare le prime rate del mutuo della villa a Ronciglione, pensò a un errore dovuto a omonimia. Solo quando il volume delle carte cominciò ad aumentare, l’architetto si rese conto dell’inganno.
Nel giro di sette mesi la villa sarebbe poi stata rivenduta, lasciando l’ignaro professionista romano in un mare di guai.
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