Viterbo – È stato assolto con formula piena il 66enne viterbese finito nei guai per abbandono di rifiuti lasciati da altri su un terreno di sua proprietà privo di recinzione, in strada Gramignana, una zona residenziale costellata di ville e casali tra Bagnaia e Vitorchiano, nel comune di Viterbo.
La sua vicenda giudiziaria ha avuto inizio in seguito a un sopralluogo nell’ottobre 2021 della guardia di finanza, che ha posto sotto sequestro l’area, dopo di che per l’uomo è scattata una denuncia a piede libero e il processo penale che si è concluso ieri, dopo quattro anni e mezzo, davanti al giudice Jacopo Rocchi.
Colpevole per l’accusa, che ha chiesto una condanna a quattro mesi di arresto e una maxi ammenda di 7mila euro, il 66enne è stato assolto con la formula più ampia, perché il fatto non sussiste, dopo la requisitoria del difensore Corrado Cocchi. Il giudice monocratico ha inoltre disposto l’invio degli atti al comune per le decisioni di competenza della pubblica amministrazione.
“Noi abitiamo in un casa di campagna, con tantissimo terremo intorno, ma senza cancello e senza recinzione, per cui può essere stato chiunque. Negli anni ho anche cercato di smaltire quei rifiuti abbandonati, tra cui bombole e frigoriferi, ma si tratta di una missione impossibile, intanto perché farlo a nostre spese è un costo, e poi perché ancora oggi prosegue l’abbandono di rifiuti da parte dei soliti ignoti”, ha riferito l’imputato, sottoponendosi a interrogatorio prima della sentenza.
La difesa nel corso del processo ha prodotto quattro foto a colori dei luoghi. L’imputato, nel 2000, ha smesso di fare l’idraulico per lavorare a scuola. “Mio padre – ha ricordato – era nell’edilizia, la casa è opera sua, io e mia moglie ci siamo andati a vivere nel 2013. I rifiuti ci sono sempre stati e ci sono ancora, perché c’è gente di fuori che viene a buttarli”.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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