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Tribunale - L'imputata avrebbe detto alla polizia inglese che il marito violentava la piccola, gli ha inviato la foto di un coltello e lo ha aggredito con delle forbici

Scappa a Londra con la figlioletta e minaccia l’ex, imputata di stalking

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L'avvocato Luca Paoletti

Il difensore dell’imputata, avvocato Luca Paoletti

Viterbo – (sil.co.) – Lascia il marito e scappa a Londra con la figlia di sette anni della coppia. Era il 2021 e il marito, diventato nel frattempo ex, il 21 ottobre 2024 l’ha denunciata per stalking.

Una vicenda travagliata finita con la ex moglie, una donna d’origine sudamericana, accusata di atti persecutori davanti al giudice Jacopo Rocchi, che mercoledì ha ascoltato la versione della presunta vittima, un 65enne del comprensorio del lago di Bolsena. L’imputata è difesa dall’avvocato Luca Paoletti.

“Sono andato subito a sporgere denuncia dai carabinieri, che hanno scoperto che proprio in quel momento mia moglie e mia figlia erano in volo su un aereo partito da Fiumicino alla volta dell’Inghilterra  Ad agosto sono andato a Londra e mi sono rivolto alla polizia, che il successivo 19 ottobre mi ha restituito la bambina, con cui sono tornato in Italia. Mia moglie, invece, è rientrata a maggio 2022”, ha spiegato il 65enne. 

L’uomo, sperando in un colpo di testa passeggero, avrebbe cercato inutilmente di riallacciare i rapporti con la donna, sposata nel 2000. Da allora sarebbe stato un crescendo di condotte vessatorie, minacciose e umilianti, nei confronti dell’ex marito e anche dei suoi familiari. 

“Due giorni prima di andare a riprendere la bambina, mi aveva minacciato ‘se ti presenti, ti sbudello’, mandandomi su Whatsapp la foto di un coltello. La polizia inglese, inoltre, mi ha avvisato che andava dicendo che avevo violentato nostra figlia, ma senza sporgere alcuna denuncia. Mia cognata mi ha avvertito di stare attento, che poteva diventare pericolosa”, ha proseguito.

“Messaggi pieni di minacce e insulti, dopo la separazione, sono diventati all’ordine del giorno. Nel 2022 mi ha minacciato con un paio di forbici in mano davanti a nostra figlia, nel 2023 mi ha preso a spinte fuori scuola davanti a testimoni. C’è stata un’escalation di condotte persecutorie e io ho cominciato ad averne paura, fino alla denuncia, dopo di che si è calmata e piano piano ha smesso”, ha concluso.

Una nipote 25enne della presunta vittima ha testimoniato di minacce e astio non solo nei confronti dello zio, ma anche della nonna e del disagio vissuto dalla cuginetta: “In famiglia – ha riferito – c’erano paura e preoccupazione che potesse fare fisicamente del male allo zio, alla nonna e a mia cugina”. 

Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato al prossimo autunno, per fine istruttoria e discussione. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”


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28 marzo, 2026

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