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Viterbo - La segretaria generale Uil scuola, Silvia Somigli

“Servono più risorse, regole eque e stabilità: così non si tutela il personale della scuola”

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Viterbo – “Servono più risorse, regole eque e stabilità: così non si tutela il personale della scuola”.


Viterbo - La segretaria Uil Scuola, Silvia Somigli

Viterbo – La segretaria Uil Scuola, Silvia Somigli


Criticità nelle graduatorie, aumenti salariali giudicati insufficienti, vincoli nella mobilità e una “vera emergenza” sul personale Ata. È una posizione netta quella espressa dalla segretaria generale della Uil Scuola di Viterbo, Silvia Somigli, che traccia un quadro complesso delle principali problematiche che investono il sistema scolastico. Pur riconoscendo alcuni avanzamenti, il sindacato denuncia nodi strutturali ancora irrisolti e rilancia la necessità di interventi concreti per garantire diritti, trasparenza e stabilità a docenti e personale Ata.

Negli ultimi mesi, la Uil Scuola ha evidenziato le novità sull’aggiornamento delle graduatorie Gps e GaE per il biennio 2026 2028.
Quali sono le principali criticità che i docenti precari stanno riscontrando con l’applicazione delle nuove tabelle titoli e quali soluzioni sindacali state proponendo?
“Come Uil Scuola Rua – dice Somigli – abbiamo riconosciuto alcuni avanzamenti, pensiamo per esempio l’equiparazione dei punteggi in I fascia per i docenti Itp alla stregua dei docenti laureati e la revisione del funzionamento dell’algoritmo che, finalmente per ogni turno di nomina, ripartirà dall’inizio e processerà le effettive preferenze che l’aspirante vuole mettere, interrompendo il meccanismo per cui ogni docente si vedeva costretto a mettere tutte le preferenze per evitare di essere saltato dall’algoritmo, perdendo così la possibilità di ricevere un incarico direttamente da Gps. Tuttavia, continuiamo a registrare criticità molto serie che pesano concretamente sulla vita dei docenti precari. I problemi principali riguardano la gestione sanzioni per rinunce e abbandoni del servizio, il mancato pieno rispetto del completamento orario ed il rischio che un aspirante con punteggio più alto venga penalizzato nei turni successivi delle nomine e, più in generale, una procedura informatizzata che ancora non garantisce sufficiente trasparenza e tutela.

La nostra posizione è chiara. Chiediamo che sia salvaguardata la posizione in graduatoria, che venga garantita davvero la possibilità di completamento orario, che le cattedre siano frazionabili quando questo consente una più corretta assegnazione delle supplenze e che le sanzioni siano proporzionate e non punitive in modo automatico”.

Con l’aumento medio di stipendio, attualmente giudicato insufficiente da alcune sigle sindacali, quali sono le rivendicazioni della Uil Scuola per il prossimo rinnovo contrattuale? In particolare, come state lavorando per ridurre il divario tra le varie categorie professionali della scuola?
“La Uil Scuola Rua ritiene che il tema salariale sia oggi centrale. Gli aumenti prospettati, pur rappresentando un segnale, non recuperano affatto la perdita del potere d’acquisto che il personale della scuola ha subìto negli ultimi anni, anche se siamo riusciti a recuperare il 6% sul potere d’acquisto con il CCNL 22-24 e ci accingiamo a fare lo stesso se non anche qualcosa in più con il prossimo rinnovo contrattuale 25-27.

La nostra linea è netta: servono più risorse strutturali, non una semplice manutenzione contrattuale. Abbiamo indicato con precisione alcune priorità, tra cui la detassazione degli aumenti contrattuali, il riconoscimento dell’anno 2013 e una destinazione delle risorse che privilegi in modo chiaro la parte tabellare dello stipendio, perché è lì che si costruisce il vero recupero economico e previdenziale del personale. 
Per noi, ridurre il divario tra le diverse categorie professionali significa rifiutare una scuola in cui alcune figure sono continuamente sacrificate. Pensiamo al personale Ata, ai Dsga, agli educatori, ma anche ai docenti che svolgono compiti crescenti senza un corrispondente riconoscimento economico. La nostra proposta è una politica contrattuale che valorizzi tutto il personale della scuola, senza gerarchie artificiali tra profili e senza lasciare i settori più fragili indietro rispetto all’aumento delle responsabilità e dei carichi di lavoro”.

Le procedure di mobilità, assegnazioni provvisorie e utilizzazioni rappresentano ogni anno un nodo importante per docenti e Ata. Quali sono le principali scadenze e punti critici per il personale che si sta preparando a presentare domanda, e quali indicazioni pratiche offre la Uil ai propri iscritti?
“Sulla mobilità, la nostra attenzione è massima perché ogni anno migliaia di lavoratori si giocano equilibri familiari, personali e professionali. Per il 2026 2027, abbiamo evidenziato subito che il tema più critico riguarda le deroghe ai vincoli, modificate in modo tale da restringere in alcuni casi le possibilità di movimento, con ricadute pesanti sia per i docenti sia per il personale Ata. Le finestre indicate per la presentazione delle domande sono state fissate, per i docenti, dal 16 marzo al 2 aprile 2026, per il personale educativo dal 16 marzo al 7 aprile, per il personale Ata dal 23 marzo al 9 aprile e per gli insegnanti di religione cattolica dal 21 marzo al 17 aprile. 

Dal nostro punto di vista, i punti critici restano sempre gli stessi: vincoli troppo rigidi, deroghe limitate, corretta valutazione del servizio pre ruolo, gestione delle precedenze, allegazione dei documenti per il ricongiungimento e rischio di errori nella compilazione delle istanze. Per le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni continuiamo a chiedere procedure più semplici, regole più eque e un quadro stabile che non cambi ogni anno in corsa. Ai nostri associati diamo un’indicazione molto concreta: non aspettare l’ultimo momento, predisporre con anticipo tutta la documentazione e rivolgersi alle sedi territoriali Uil per una verifica puntuale della domanda, perché spesso un errore formale può compromettere un diritto sostanziale”.

Recentemente i sindacati hanno criticato l’insufficiente copertura dei posti di personale Ata, con evidenti ripercussioni sul decoro e il funzionamento quotidiano delle scuole. Come risponde la Uil Scuola a queste criticità e quali proposte concrete avanzate per incrementare le assunzioni di personale non docente?
“Noi parliamo senza mezzi termini di una vera emergenza Ata. Le scuole stanno reggendo un carico amministrativo, organizzativo e logistico sempre più pesante con organici che non corrispondono ai bisogni reali. In occasione dell’informativa sulle immissioni in ruolo Ata per il 2025 2026, abbiamo denunciato che le autorizzazioni alle assunzioni non sono sufficienti rispetto alle cessazioni e, soprattutto, che permane un problema strutturale di sotto organico che incide direttamente sul funzionamento quotidiano delle scuole. La stessa Uil Scuola ha definito necessari provvedimenti straordinari per coprire tutti i posti vacanti. 

Le nostre proposte sono precise. Chiediamo assunzioni su tutti i posti vacanti e disponibili, la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto, la revisione dei parametri con cui si costruiscono gli organici Ata e il superamento dei tagli che stanno impoverendo servizi essenziali come vigilanza, assistenza, pulizia, segreteria e supporto tecnico. Una scuola non funziona solo con i docenti in aula. Senza personale Ata sufficiente si compromette la qualità dell’intero servizio scolastico, dal decoro degli ambienti alla sicurezza, fino all’efficienza amministrativa”.

La continuità didattica per gli studenti con disabilità rimane un tema caldo, soprattutto alla luce del dibattito sul decreto del sostegno. Qual è la posizione della Uil Scuola sulla normativa attuale e quali cambiamenti ritenete necessari per garantire stabilità e professionalità nel sostegno?
“La nostra posizione è molto critica. Abbiamo detto fin dall’inizio che non si può confondere la continuità didattica con una semplice conferma automatica del docente di sostegno. La Uil Scuola Rua ritiene che le misure che consentono la conferma del docente a tempo determinato sul sostegno siano lesive sia dei diritti del personale, perché comprimono il principio della graduatoria, sia degli stessi alunni con disabilità, perché rischiano di consolidare situazioni nelle quali non è garantita fino in fondo la necessaria specializzazione professionale. Anche nel focus Uil del 26 marzo 2026 è stato ribadito che si tratta di una misura criticata proprio perché non garantisce pienamente né i diritti dei lavoratori né quelli degli studenti.

Per noi la vera continuità si costruisce in altro modo. Servono stabilizzazione dei docenti specializzati, immissioni in ruolo sui posti vacanti, percorsi di formazione seri, superamento della precarietà cronica e una programmazione che metta al centro professionalità e qualità del sostegno. Non servono scorciatoie amministrative. Serve una politica che dia stabilità ai ragazzi attraverso la stabilizzazione degli insegnanti”.

Come continuerà l’impegno e in cosa si concretizza la presenza della Uil Scuola sul territorio?
“La Uil Scuola di Viterbo continuerà a essere presente sul territorio in modo concreto, quotidiano e capillare. Per noi il sindacato non è soltanto una voce nazionale che interviene nei tavoli ministeriali o contrattuali. È prima di tutto una rete di sedi territoriali, di consulenza diretta, di assistenza nelle domande, di supporto legale, di vicinanza nei luoghi di lavoro. La nostra presenza si realizza attraverso l’accompagnamento su graduatorie, supplenze, mobilità, pensioni, contratti, ricorsi e tutela individuale. È questo che intendiamo quando parliamo di sindacato vicino alle persone. 

Oltre all’ambito culturale che padroneggiamo da decenni con la presenza del nostro ufficio studi: l’Irase. La nostra presenza si traduce anche in strumenti concreti: guide, Faq, schede operative, aree di consulenza dedicate e servizi di supporto per gli iscritti. Ed è una presenza capillare che ha trovato un riscontro anche sul piano organizzativo, con una crescita della rappresentatività e del numero degli iscritti che conferma il radicamento della Uil Scuola Rua nei territori e nelle scuole. Il nostro impegno – conclude Somigli – continuerà quindi su due binari paralleli: da una parte la contrattazione e la rivendicazione nazionale, dall’altra la tutela quotidiana delle persone, sede per sede, scuola per scuola”.


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4 aprile, 2026

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