Viterbo – (sil.co.) – Bocciato il ricorso al Tar del Lazio presentato nel 2023 da un antiquario per l’annullamento dell’avviso orale emesso dal questore di Viterbo il primo luglio 2022, ai sensi dell’art. 3 del d.lgs. n. 159/2011 , nell’ambito delle misure di prevenzione previste dal codice antimafia.
Viterbo – La questura
Il ricorso è stato discusso durante l’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato dello scorso 27 marzo. Il ricorrente ha sottolineato di essere rinomato antiquario da circa 40 anni con sede operativa a Viterbo, socio unico e amministratore unico dell’attività nonché soggetto incensurato, non avendo mai subìto nell’arco della sua lunga carriera professionale la benché minima condanna penale.
La difesa ha inoltre contestato la erronea valutazione dei presupposti in relazione alla pericolosità sociale del soggetto avvisato e al pericolo “concreto e attuale” al momento dell’adozione della misura, espressamente richiesto dalla norma.
La precedente istanza di sospensione era stata rigettata in riferimento ai numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, come confermato nella relazione della questura del 16 febbraio 2023. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso “in quanto manifestamente infondato”.
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