Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Economia – Studio con il contributo dell’Unitus analizza prezzi e differenze territoriali – Mangiare sano pesa di più e non allo stesso modo per tutti

Dieta mediterranea sempre più cara, rincari fino al 20%

Condividi la notizia:


Viterbo - Unitus - Ingresso di Santa Maria in Gradi

Viterbo – Unitus – Ingresso di Santa Maria in Gradi

Viterbo – Mangiare sano costa sempre di più e in modo diseguale. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista “Quality & Quantity”, firmato da Stefano Marchetti (Università di Pisa), Ilaria Benedetti dell’Università della Tuscia, Haoran Yang e Mathias Silva Vazquez.

La ricerca, a cui ha contribuito anche l’Unitus, ha analizzato oltre 326mila rilevazioni di prezzo relative a 167 prodotti alimentari in 107 province italiane, nel periodo tra agosto 2021 e marzo 2024. L’obiettivo era stimare il costo di panieri alimentari sani e sostenibili per diverse fasce della popolazione.

I dati mostrano un aumento diffuso dei prezzi. Per gli uomini adulti, la spesa supera i 200 euro nei mesi primaverili ed estivi, mentre resta tra i 150 e i 160 euro nei mesi più freddi. Anche per donne e anziani si registra una crescita progressiva, con incrementi complessivi vicini al 20%. Andamenti simili per adolescenti e bambini, con questi ultimi che rappresentano l’unica eccezione sul piano stagionale.

“In generale abbiamo trovato che la dieta mediterranea è più cara in primavera ed estate – sottolinea Stefano Marchetti –. Solo nel caso dei bambini piccoli i costi risultano più alti nei mesi freddi”.

Lo studio evidenzia anche differenze territoriali. I prezzi medi e massimi risultano più elevati nelle province del Nord, mentre nel Mezzogiorno il costo minimo necessario per seguire una dieta sana è spesso più alto.

“Una possibile spiegazione potrebbe essere la minore presenza della grande distribuzione organizzata in alcune aree del Sud – osserva Marchetti –. L’accessibilità economica di una dieta sana non è omogenea né nel tempo né nello spazio”.

La ricerca rientra nel progetto Prin 2022 “Food MeaSure”, dedicato al rapporto tra povertà, vulnerabilità e accesso a diete sane. Un quadro che conferma come il costo del mangiare bene sia diventato un fattore sempre più rilevante per molte famiglie.


Condividi la notizia:
10 aprile, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tamponamento-tra-due-auto-sulla-teverina/