Viterbo – (sil.co.) – Operaio resta gravemente ustionato in seguito a un incendio presso il gommista dove stava lavorando, a processo per lesioni colpose la legale rappresentante della ditta. Ma durante l’udienza di mercoledì è emerso che l’imputata non c’entrerebbe niente. Non si sarebbe mai recata in officina e non avrebbe neanche mai percepito uno stipendio per quel ruolo rivestito soltanto per pochi mesi. A sorpresa, un testimone l’ha scagionata.
Autoambulanza e vigili del fuoco
Il colpo di scena è arrivato durante la testimonianza di un 57enne, che davanti alla pm Paola Conti e al giudice ha esordito dicendo che era lui l’amministratore di fatto e il gestore in toto della società, comprese le assunzioni e la sicurezza, prendendosi così tutte le colpe. Al punto che il giudice Jacopo Rocchi lo ha avvisato che siccome si stava autoaccusando gli avrebbe nominato un difensore d’ufficio. Protagonista il meccanico denunciato pochi giorni fa dalla guardia di finanza per una presunta evasione fiscale da 600mila euro, che gli avrebbe consentito di fare ai clienti super sconti fino al 20 per cento.
Tornando al processo per lesioni colpose, sul banco degli imputati c’è una 32enne, difesa dall’avvocato Luigi Mancini, finita nei guai per un infortunio sul lavoro occorso a un dipendente della ditta, in seguito a un incendio che verso le 16,30 del 24 novembre del 2022 si è sviluppato nella cabina di verniciatura. La vittima ha riportato ustioni di 1° grado con prognosi iniziale di 40 giorni. Sul posto intervennero 118, vigili del fuoco e forze dell’ordine.
“Il forno non funzionava – ha detto in aula il 57enne – serviva solo per l’aspirazione”. L’imputata, a detta del 57enne, “non è mai venuta in azienda e non si è mai occupata del personale o dei fornitori”. Ingaggiata per tre mesi, non le è mai stato dato il cambio, per cui “si è arrabbiata quando le è arrivata la lettera, dopo l’incidente, perché pensava di essere fuori”. La donna non avrebbe ricevuto alcun compenso: “Voleva provare quel lavoro, doveva prendere qualche soldo, ma non ha preso niente”.
Secondo il 57enne la vittima dell’infortunio avrebbe frequentato corsi antincendio e effettutao visite mediche, che però la parte offesa ha negato. Il giudice ha sottolineato che i corsi di formazione obbligatoria devono essere regolarmente documentati.
Il testimone ha anche detto che avrebbe lavorato gratis, anche se per cinque mesi era stato assunto come operaio. Sarebbe stato lui a proporre alla 32enne di fare la legale rappresentante: “Perché io in quel periodo avevo altre cose”. “L’insegna dell’officina, secondo i vigili del fuoco, riportava il suo nome”, gli è stato fatto notare.
L’udienza si è chiusa con la revoca di tutti gli altri testimoni e il rinvio al prossimo autunno per la discussione.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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