– Il processo Longa Manus resta a Viterbo.
Nessuno spostamento per la vicenda del presunto smaltimento illecito di rifiuti a Montefiascone, che vede alla sbarra per corruzione e falso anche l’ex sindaco Fernando Fumagalli.
Il dibattimento, iniziato ieri a carico di quattordici imputati, tra amministratori, imprenditori e società, farà il suo corso davanti ai giudici del tribunale viterbese.
Così ha deciso il collegio presieduto da Eugenio Turco, che ha respinto la richiesta dell’avvocato Paolo Dell’Anno. Il legale chiedeva che il processo fosse istruito dal tribunale di Roma, per competenza territoriale, come previsto dalla legge entrata in vigore dal 2010, che prevede che siano le procure distrettuali antimafia a condurre indagini in materia di reati come il traffico illecito di rifiuti.
La vicenda, in questo caso, è divisa in due tronconi. Da un lato le accuse di corruzione e falso ideologico per gli ex amministratori: l’allora sindaco Fernando Fumagalli, l’assessore all’Ambiente Valdo Napoli e il segretario generale Luciano Carelli. Dall’altro, una parte delle 23mila tonnellate di scarti che, secondo l’accusa, sarebbero state smaltite illecitamente nella Tuscia nel 2006. Per questo filone sono imputati amministratori e dirigenti di società specializzate in raccolta e smaltimento dei rifiuti.
In 59 sarebbero pronti a chiedere i danni al titolare della discarica di Tuscania. Si tratta delle associazioni Italia Nostra Onlus e Assotuscania e di un gruppo di privati cittadini. Chiedono di costituirsi parte civile e vogliono un risarcimento complessivo di due milioni di euro.
Ma della corposa costituzione di parte civile da 200 pagine si parlerà alla prossima udienza: le difese hanno chiesto del tempo per studiarla e poter interloquire in aula. Il processo continua a dicembre.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY