Viterbo – (sil.co.) – Nascondeva l’eroina in un sacco da pugile, condannato a un anno e dieci mesi di reclusione e 2200 euro di multa per spaccio un 48enne viterbese. L’accusa aveva chiesto due anni di carcere e 2mila euro di multa, ma il giudice Jacopo Rocchi, sentito il difensore Paolo Delle Monache, gli ha ridotto la pena.
Viterbo – I carabinieri nel centro storico
Spaccio al Carmine. Imputato un pusher del Carmine, M.G., vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, smascherato il 14 giugno 2021 dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Viterbo che lo hanno sorpreso a spacciare eroina a un noto assuntore 40enne del capoluogo. fermato dai militari con lo stupefacente nell’immediatezza della presunta cessione.
Teste scortato in aula. Il 40enne, accompagnato coattivamente in aula dai carabinieri, ieri ha testimoniato, cercando di smontare le accuse a carico del 48enne, spiegando di essersi fermato a casa dell’amico per pochi minuti solo perché doveva dirgli qualcosa, in quanto lo stava aiutando a imbiancare casa. “Le due dosi di eroina che mi sono state sequestrate erano le mie, le avevo comprate il giorno prima a Perugia, non compravo mai lo stupefacente al dettaglio, mi conveniva rifornirmi in Umbria o a Roma”, ha riferito cercando di scagionare l’imputato.
“Ancora scrivi…”. L’assuntore, la cui denuncia per favoreggiamento è stata archiviata, lo avrebbe involontariamente incastrato con alcuni messaggi telefonici in cui tradiva la ricerca di eroina – peraltro ripreso dallo stesso pusher: “Ancora scrivi, non vuoi capì” – non collaborando poi alle indagini.
Droga nel sacco da pugile e nel casco. Nel corso dell’operazione, a casa dell’imputato furono sequestrati 6,27 grammi di eroina, in parte nascosta in un sacco da pugile nonché 4 flaconi di metadone col nome abraso. Altra droga era nascosta nel casco dello scooter a bordo del quale ha provato a dileguarsi pur non avendo la patente.
Fuga in scooter al Sacrario. Il 48enne a suo tempo fu rimesso in libertà dopo una notte ai domiciliari. Il 26 marzo dell’anno scorso ha testimoniato uno dei militari che hanno condotto l’operazione, il quale ha raccontato della fuga dal Carmine al Sacrario dell’imputato, su uno scooter senza patente, tallonato dai carabinieri che nel frattempo avevano fermato l’assuntore con due dosi di eroina in tasca.
Bloccato vicino al barbiere. Fermato nei pressi di un barbiere, in via dei Magliatori, l’imputato aveva nel casco una dose di eroina confezionata col cellophane bianco come le altre due e nei pantaloni un coltello a serramanico con la lama intrisa di eroina. A quel punto è scattata la perquisizione domiciliare, sfociata nel sequestro di 11 involucri di eroina in un sacco da pugile in camera, tre frammenti di hashish nel cassetto di un mobile del corridoio, altri 3 grammi di eroina nella cassaforte e sempre in cassaforte contanti per 4200 euro, in banconote da venti e da cinquanta.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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