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Tribunale - Vittime la bambina e la ex, costretta a cambiare quattro volte lavoro

Non rispetta gli orari di visita alla figlioletta, padre rinviato a giudizio per stalking

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Viterbo – (sil.co.) – Per danneggiare la ex non avrebbe rispettato gli orari di visita alla figlioletta, padre rinviato a giudizio per stalking dal gup Rita Cialoni. Il processo si aprirà la prossima estate davanti al giudice Carol Ruggiero. Parte civile con l’avvocato Giuseppe Picchiarelli la vittima.

Viterbo - la panchina rossa del tribunale

Viterbo – La panchina rossa del tribunale


Imputato un 49enne, difeso dall’avvocato Remigio Sìcilia, finito nei guai perché per danneggiare la ex impedendole di lavorare, non avrebbe rispettato gli orari di visita alla figlioletta stabiliti dal giudice civile. 

A  volte sarebbe passato a prenderla, a volte no, Senza una regola. Fatto sta che il genitore “a intermittenza” è stato denunciato il 16 gennaio 2025 e le indagini della pm Paola Conti si sono chiuse con la richiesta di rinvio a giudizio per stalking. Un caso particolare. 

I fatti sono avvenuti tra il 2020 e il 2025 in uno dei comuni del comprensorio di Civita Castellana. All’imputato viene contestata, tra l’altro, la recidiva infraquinquennale specifica. Era stato già colpito anche da ammonimento del questore.

Costretta a cambiare quattro lavori. La ex, non potendo contare sulla presenza del papà per la gestione della bambina, ad esempio per la scuola e le altre attività, si sarebbe ritrovata costretta a cambiare ben quattro volte lavoro, non potendo garantire la sua presenza negli orari previsti all’assunzione. 

“Domani non ho la macchina”. Sarebbe bastato un niente per far cambiare repentinamente umore all’ex marito e fargli dire che non avrebbe provveduto lui alla bambina. Di solito all’ultimo momento – come documentato anche dai messaggi prodotti dalla presunta vittima – con frasi tipo “a proposito, domani non ho la macchina, non posso andare a prendere la figlia”

“Ti prendo per il collo”. C’è anche dell’altro. Non rassegnandosi alla fine della relazione avrebbe inviato alla ex continui messaggi telefonici accusandola di volerlo rovinare e dandole della bugiarda, minacciandola “ti prendo per il collo” e insultandola “scema, dovete vergognarvi tu e tua madre”.

Nemmeno a scuola. Oltre, appunto, a creare continui problemi nella gestione della figlia, non rispettando quanto stabilito dal tribunale civile di Viterbo il 12 ottobre 2022, per esempio non andando a prendere a scuola la bambina, impedendo di fatto alla ex di svolgere un’attività lavorativa.


– Per danneggiare la ex non rispetta gli orari di visita alla figlioletta, indagato per stalking


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva. 


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13 maggio, 2026

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