Soriano nel Cimino – Resta valida la sentenza di primo grado sui terreni della Torre di Chia, una delle case di Pier Paolo Pasolini negli ultimi anni della sua vita.
La corte d’appello di Roma, sezione speciale usi civici, con un provvedimento del 14 maggio, ha rigettato l’istanza di sospensiva presentata da Gabriele Gallinari nel procedimento di reclamo.
Secondo quanto stabilito dalla corte, il reclamo “non appare manifestamente fondato”. Restano quindi efficaci gli effetti della decisione che ha riconosciuto i terreni della Torre di Chia come dominio collettivo gravato da usi civici.
La Torre di Chia è legata alla memoria di Pasolini. Lo scrittore e regista la scelse come luogo di vita e di lavoro e vi trascorse lunghi periodi. Qui lavorò anche a Petrolio, il romanzo rimasto incompiuto e pubblicato postumo.
La sentenza di primo grado assegna la gestione dei terreni all’Università Agraria di Chia. Il procedimento proseguirà ora secondo il calendario fissato dalla corte d’appello.
Le prossime tappe giudiziarie sono previste nel 2028.
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