Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - È a processo per resistenza e lesioni aggravate

Vietato giocare a pallone in piazza, padre litiga coi vigili e li minaccia: “Ringrazia che hai la divisa”

Condividi la notizia:

Viterbo – (sil.co.) – Vietato giocare a pallone in piazza nel centro storico. Era il 18 giugno 2023, prima del nuovo regolamento comunale che tanto ha fatto discutere nelle ultime settimane. I vigili hanno tolto il pallone a un gruppo di bambini che stavano giocando e un papà glielo ha sfilato, lanciandolo sulla piazza perché i ragazzini potessero riprendere a giocare, finendo col litigare brutalmente con gli agenti che volevano identificarlo.


Polizia locale al Sacrario - foto di repertorio

Polizia locale al Sacrario – foto di repertorio


“Con voi non ci parlo, non avete l’autorità, chiamate la polizia di stato”, ha detto l’uomo. Non contento, mentre sul posto si precipitavano tre pattuglie della volante, avrebbe strappato di mano il telefonino a un agente che tentava di fotografarlo, procurandogli una contusione da 7 giorni di prognosi a una mano. Quindi sarebbe passato alle minacce: “Ringrazia che hai la divisa, quando ti becco senza sono cavoli tuoi”. Mimando il gesto della pistola puntata alla tempia con un dito.

“Minaccia piena”, ha sottolineato la vittima, sentita davanti al giudice Jacopo Rocchi, dove il genitore riottoso è imputato di resistenza e lesioni aggravate, oltre che di avere rifiutato di fornire le proprie generalità alla municipale, salvo esibire i documenti all’arrivo delle volanti.

Il processo è stato rinviato a gennaio dell’anno prossimo per sentire due testimoni che, non essendosi presentati saranno accompagnati in tribunale dalla polizia giudiziaria. Poi si procederà con discussione e sentenza.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
25 maggio, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/