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Tribunale - La giovane vittima di una violenza sessuale sbotta in aula, dopo il rinvio dell'udienza

“Basta! Non ce la faccio più!”

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– “Sono anni che va avanti questa storia. Non ne posso più!”. Poche parole gridate in fretta ai giudici, prima di scappare via dall’aula in lacrime.

Ha reagito così una ragazza di circa diciott’anni, alla notizia del rinvio del processo per violenza sessuale in cui è parte offesa. L’udienza, fissata per ieri mattina, è stata spostata al 18 ottobre, per un problema di composizione della terna giudicante. Un intoppo tutt’altro che inusuale, all’origine dei rinvii di gran parte dei processi in corso al tribunale di Viterbo. Ma la ragazza non l’ha presa bene. Al punto da sbottare in piena udienza, davanti a pubblico e giudici, che la guardavano pietrificati.

A nulla sono valsi gli inviti del presidente Maurizio Pacioni a controllarsi: la diciottenne è uscita dall’aula e ha continuato a sfogarsi fuori, scaraventando a terra la bottiglietta d’acqua che, poco prima, stringeva tra le mani. Un disagio esploso ieri davanti a tutti, ma che la giovane cova almeno dal 2006. Da quando, cioè, lo zio acquisito fu arrestato con l’accusa di violenza sessuale.

Fu lei stessa a denunciarlo, raccontando alla polizia i ripetuti palpeggiamenti subiti per anni. Ricordi dolorosi che la ragazza avrebbe dovuto ripercorrere in aula ieri mattina. La sua deposizione, invece, è slittata al 18 ottobre.

Allo stesso giorno sono stati rinviati, per l’incompatibilità del giudice Gaetano Mautone, anche altri due celebri processi: Dazio e Miniera d’oro 2. Il primo vede alla sbarra gli imprenditori Dario e Domenico Chiavarino e il funzionario regionale Giuseppe De Paolis per corruzione. Il secondo, nato da una costola del precedente fascicolo Miniera d’oro, riguarda lo stesso Domenico Chiavarino e i titolari di un’autofficina e di una rivendita moto accusati di corruzione e turbativa d’asta.

Nell’inchiesta è coinvolto anche l’ex sindaco di Graffignano Fabrizio Marchini, la cui posizione è stata, però, scorporata, dopo la richiesta di rito abbreviato.

Dazio è arrivato all’ascolto dei testimoni. All’udienza del 18 ottobre saranno chiamati a deporre l’ex caposervizio di Palazzo dei Priori Massimo Scapigliati, implicato anche lui nella vicenda e uscitone con un patteggiamento, e altri tre testi. Miniera d’oro 2, invece, è ancora alla fase dell’ammissione delle prove, spostata, anch’essa, al 18 ottobre.

Rinviato, infine, anche il processo a un 60enne cingalese per sequestro di persona e tentata violenza. L’accusa gli contesta di aver tenuto prigioniera la compagna, una 30enne straniera, nella sua azienda agricola, nel 2008. La difesa ribatte che porta e finestre erano apribili dall’interno e che la donna potrebbe aver inscenato il sequestro per far scontare al compagno il mancato acquisto di una casa in Ucraina. Un anno dopo l’arresto dell’uomo, anche la 30enne finì in manette, con l’accusa di rapina proprio ai danni del cingalese, picchiato e derubato di 500 euro. Se ne riparla il 24 gennaio 2012.


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22 giugno, 2011

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