Orte – (sil.co.) – È ripreso mercoledì il processo per spaccio a padre e figlio di Orte, i cui clienti avrebbero ordinato online lo stupefacente poi consegnato a Petignano. Il giudice Jacopo Rocchi, mancando un teste chiave, attualmente a Palinuro, ne ha disposto l’accompagnamento coattivo, fissando al prossimo autunno discussione e sentenza.
Carabinieri – Spaccio a Orte
Lo scorso mese di marzo ha testimoniato una “cliente” 38enne, pure lei scortata in tribunale dai carabinieri visto che alla precedente udienza non si era presentata. “Ordinavo la droga su Instagram”, ha ammesso la donna, all’epoca assuntrice di cocaina che pagava 70 euro a dose. Il tramite era un gruppo chiamato Better Farm: “Conosciuto tramite passaparola”. Il ritiro avveniva a Petignano: “Vicino alla tabaccheria e al ferramenta”.
Tra la primavera e l’estate del 2024 i carabinieri di Orte hanno sgominato una banda di pusher, arrestando otto presunti spacciatori di età oggi compresa tra i 21 e i 43 anni, tra il centro storico e il quartiere di Petignano.
Le indagini che hanno portato i carabinieri a smantellare a Orte una piazza di spaccio di cocaina e hashish “alimentata” tramite social network sono andate avanti da novembre 2023 a giugno 2024. Tutti i contatti secondo l’accusa avvenivano all’interno di chat Instagram e Telegram.
Carabinieri – Spaccio a Orte
Il 22 luglio di due anni fa l’operazione è culminata negli arresti domiciliari col braccialetto elettronico per un noto soggetto 43enne pluripregiudicato di Orte. Il successivo mese di novembre, tre degli indagati, grazie alla riqualificazione del reato in “piccolo spaccio”, sono stati condannati a un anno e dieci mesi di reclusione il primo e a un anno e mezzo ciascuno gli altri due. Uno è stato rimesso in libertà, mentre gli altri due non avevano i requisiti per beneficiare della sospensione condizionale della pena.
Secondo l’accusa, tutti i contatti per la compravendita della droga scorrevano all’interno di chat Instagram e Telegram, attraverso la creazione di appositi canali nei quali veniva pubblicizzato l’arrivo dello stupefacente e le modalità di acquisto tra acquirenti e pusher. Nello scambio di informazioni veniva perfezionato sia il prezzo di vendita che la tipologia di stupefacente da acquistare. Le indagini hanno permesso di identificare sia gli acquirenti sia gli spacciatori.
Articoli: Padre e figlio accusati di spaccio, una cliente: “Ordinavo la droga su Instagram” – Droga ordinata via social, tre patteggiamenti e cinque rinvii a giudizio . Cocaina e hashish via Instagram e Telegram, otto indagati davanti al gup – Sorpresi dai carabinieri a cedere droga, smantellata piazza di spaccio a Orte – Droga ordinata sui social, ai domiciliari con braccialetto elettronico tre giovanissimi
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY