Vetralla – (sil.co.) – Per far togliere un addebito di 5,50 euro dal conto per la domiciliazione delle bollette di gas e luce di utenze che non ha più, cade in una truffa telematica che nel giro di pochi giorni gli fa smarrire settemila euro.
Carabinieri – Immagine di repertorio
Vittima un 69enne di Vetralla che a fine maggio 2024 si era rivolto alla propria banca, sentendosi rispondere che avrebbe dovuto chiedere all’assicurazione.
“Ho contattato il numero, ma è caduta la linea e un istante dopo sono stato richiamato. Convinto di parlare con l’assicurazione, ho spiegato cosa volevo alla donna che mi ha risposto, la quale mi ha spiegato, mettendomi fretta, che prima dovevo effettuare dei bonifici che poi mi sarebbero stati restituiti”.
Il 69enne ci ha creduto e ha effettuato quattro bonifici, per un totale di 6930 euro su due distinte carte PostePay, intestate a due persone diverse. “Mi hanno detto che me li avevano restituiti, ma il bonifico, che ho ancora sul telefono, è risultato essere stato fatto su una falsa banca di Montesilvano, in provincia di Pescara”, ha proseguito.
Scoperta la truffa, l’11 giugno 2025, alla parte offesa non è rimasto che sporgere denuncia. A processo col giudizio immediato sono finiti un uomo, già giudicato, e una donna, tuttora a processo davanti al giudice Jacopo Rocchi, la quale ha però presentato a sua volta denuncia di smarrimento di due carte prepagate.
Per la cronaca, al 69enne vengono tuttora addebitati 6,50 euro al mese per le bollette gas e luce di utenze nel frattempo disattivate; “Non si capisce cosa devo fare per farmeli togliere”. Sentenza a febbraio dell’anno prossimo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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