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Viterbo - Bocciata la richiesta di un detenuto in regime di carcere duro dall'anno scorso

Cd vietati al boss mafioso al 41 bis: “Potrebbero contenere messaggi criptici”

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Viterbo – (sil.co.) – No al lettore cd per ascoltare musica al boss mafioso detenuto in una cella del 41 bis nel carcere Nicandro Izzo di Viterbo. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza, rigettando la richiesta di James Burgio, detenuto 34enne ritenuto reggente di un clan. Motivazione, il eischio che i cd vengano usati per messaggi criptici.


Il carcere di Viterbo - Nel riquadro James Burgio

Il carcere di Viterbo – Nel riquadro James Burgio


Burgio, detenuto dal 2018 per tentato omicidio e genero del boss Antonio Massimino, sottoposto al regime del 41 bis nel carcere di Viterbo, non potrà quindi ascoltare musica con un lettore cd. Il magistrato di sorveglianza aveva già respinto il reclamo con cui il detenuto chiedeva di poter acquistare l’apparecchio e alcuni dischi, sostenendo di averli già posseduti quando era ristretto in alta sicurezza.

 “Burgio – viene sottolineato – può ascoltare musica attraverso la radio e la televisione, strumenti consentiti anche ai detenuti al 41 bis”. Oltre al rischio che i compact disc vengano introdotti fraudolentemente dall’esterno per eludere le limitazioni ai contatti con i familiari, i testi delle canzoni “potrebbero celare messaggi dal contenuto criptico noti soltanto ai corrispondenti, consentendo di impartire ordini ai sodali in libertà”.

Il 34enne ritenuto dagli inquirenti il reggente operativo del clan di Porto Empedocle, è sottoposto al regime del carcere duro a Mammagialla dal maggio dello scorso anno, dopo che nel dicembre precedente nella sua cella del carcere di Augusta era stato trovato un telefono cellulare. L’analisi dei dati aveva rivelato che da lì aveva impartito ordini, gestito traffici di droga e mantenuto i contatti con i vertici del clan.

Il ministro della giustizia Carlo Nordio aveva motivato l’applicazione del 41 bis sottolineando la “sconcertante capacità di mantenere rapporti con l’esterno usando i cellulari”. Il giudice per le indagini preliminari di Palermo aveva poi disposto ulteriori restrizioni, tra cui il controllo preventivo su ogni forma di comunicazione e il divieto di ricevere giornali o riviste.


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8 giugno, 2026

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