Viterbo – (sil.co.) – “Tanto prima o poi prendo una pistola e vi ammazzo tutti sennò metto una bomba e tiro giù tutto il palazzo”, vicino di casa terribile indagato per stalking. Vittime gli inquilini di un condominio del capoluogo, che alla fine hanno sporto denuncia. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio.
Tribunale di Viterbo
Un vero e proprio incubo condominiale quello vissuto dal 2022 dai residenti di un palazzo a Viterbo. Una situazione talmente esasperante e pericolosa da richiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria, che ha disposto nei confronti di un uomo la misura provvisoria di sicurezza della libertà vigilata. L’indagato, difeso dall’avvocato Stefano Billi, deve rispondere del reato di atti persecutori. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe preso di mira diversi vicini di casa, terrorizzandoli ed esasperandoli a tal punto da costringerli a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita, nel costante timore per la propria incolumità.
Trappole acustiche. Il quadro emerso dalle indagini delinea una strategia di molestie continue e strutturate, tese a disturbare il riposo dei condomini, specialmente nelle ore notturne. Tra gli episodi contestati spicca l’ingegnosa, quanto inquietante, installazione di “macchinari del rumore”: l’uomo avrebbe fissato ai muri di casa scatole di legno contenenti smerigliatrici e ventilatori ancorati a griglie metalliche, azionandoli di notte per amplificare il frastuono e propagarlo negli appartamenti adiacenti.
Minacce di morte. Oltre all’inquinamento acustico, i vicini avrebbero dovuti anche fare i conti con pesanti minacce di morte. “Tanto prima o poi prendo una pistola e vi ammazzo tutti, sennò metto una bomba e tiro giù tutto il palazzo”, è una delle frasi shock rivolte a uno dei residenti.
Blackout mirati. Il crescendo di intimidazioni avrebbe toccato l’apice con danneggiamenti e veri e propri atti di sabotaggio. All’indagato viene contestato il reato di aver tolto ripetutamente la corrente elettrica ai vicini – come documentato già l’8 dicembre 2022 – e di aver imbrattato nel giugno 2024 il marmo del portone condominiale scrivendo il proprio nome a grandi lettere con un pennarello indelebile.
Incendio in casa. L’episodio più grave e rischioso risale però al 6 marzo 2025, quando l’uomo ha appiccato un fuoco all’interno del proprio appartamento, mandando in fiamme la porta d’ingresso e invadendo di fumo l’intero vano scale dello stabile, con il rischio di provocare una tragedia.
Per l’uomo, accusato di reato abituale per le condotte perpetrate per oltre quattro anni, è scattata la misura della libertà vigilata nel tentativo di arginare una scia di condotte persecutorie che aveva reso la vita dei condomini un inferno. Dopo l’estate, prenderà il via l’udienza preliminare che fa seguito alla richiesta di rinvio a giudizio della procura della repubblica.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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