– Facoltà addio, arrivano i dipartimenti.
E’ questa la principale novità del nuovo assetto statutario dell’Università degli studi della Tuscia per l’offerta formativa del prossimo anno accademico.
“Siamo i primi a mettere in atto questa riforma – afferma soddisfatto il rettore Marco Mancini -. Una modifica che è entrata in vigore, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 18 giugno. Qualche giorno fa, ho anche mandato una lettera alla Gelmini per ringraziare il ministro dopo il suo benestare a questo cambiamento che sposta tutte le competenze dell’ateneo ai dipartimenti.
Questo – spiega il rettore – rappresenta l’ultimo passo di un percorso di innovazione che aveva preso il via nel 2009, in seguito a una direttiva ministeriale che chiedeva di rivedere gli organi di governo dell’università: consiglio di amministrazione, senato studentesco e nucleo di valutazione. Ci siamo attivati subito – continua – e questo è stato il risultato”.
Scompaiono, dunque, le facoltà e al loro posto subentrano i dipartimenti. Sette in tutto: dipartimento di Istituzioni linguistico-letterarie, comunicazionali e storico-giuridiche dell’Europa; dipartimento di di scienze umanistiche, della comunicazione e del turismo; dipartimento di Scienze dei beni culturali; dipartimento di Economia e impresa; dipartimento di Scienze ecologiche e biologiche; dipartimento per l’Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali; il dipartimento di scienze e tecnologie per l’agricoltura, le foreste, la natura e l’energia.
Non ci saranno più nemmeno i presidi di facoltà, perché le strutture faranno capo a un direttore.
“Il punto fondamentale – dice Mancini – è che ora i corsi di laurea, sia di primo che di secondo livello, si collocano all’interno del dipartimento, in base a un principio di omogeneità. Vale a dire che, per la prima volta, un ateneo affiancherà l’attività di ricerca a quella didattica. Si creerà tra queste due dimensioni una contiguità e gli studenti avranno la possibilità di confrontarsi direttamente con la ricerca svolta dai professori. Siamo stati dei pionieri e in questo senso abbiamo dimostrato che siamo in grado di poter affrontare tutte le sfide che il futuro ci metterà di fronte”.
Rivoluzioni e cambiamenti anche per quanto riguarda i servizi online offerti agli studenti, sui quali l’università punta sempre di più. “Immatricolazione e iscrizione potranno essere fatte direttamente da casa, senza venire fisicamente in segreteria – spiega la dirigente Alessandra Moscatelli -. Per le matricole, inoltre, abbiamo organizzato dal 7 al 14 settembre una settimana di aggregazione, in cui potranno effettuare l’iscrizione se non hanno tanta confidenza con la tecnologia. Ci saranno degli stand per mostrare i servizi, tipo l’Erasmus, il placement e l’orientamento in fase di scelta.
Un’altra novità – continua la Moscatelli – è il portale dello studente, con cui gli iscritti avranno la possibilità di controllare la situazione anagrafica, amministrativa, potranno prenotare esami, gestire il piano di studi che poi sarà, comunque, approvato dal consiglio di facoltà e avere presente la situazione dei pagamenti.
Già dallo scorso anno – aggiunge – è attivo il libretto elettronico delle attività del docente per fare un controllo di quanto realmente svolto durante le lezioni. Metteremo online anche dispense e materiale didattico, come lezioni registrate”.
L’Università della Tuscia, inoltre, porta avanti una proficua collaborazione con sei licei di Viterbo e, presto, la estenderà ad altre strutture scolastiche della provincia. Tutto allo scopo di informare gli studenti sulle offerte e i cambiamenti all’interno dell’ateneo per orientarli nella loro scelta.
Sempre in questa direzione, l’Unitus ha organizzato per il 15 settembre una giornata di pre-iscrizione e incontro nelle sedi e nelle strutture dell’università. Gli studenti che verranno, il pomeriggio potranno sostenere il test d’ingresso ai corsi di laurea.
“Siamo stati i primi in Italia a concretizzare questa riforma – conclude soddisfatto il presidente della Crui -, avviando un percorso di miglioramento e snellimento della pubblica amministrazione. L’università si è autoriformata in un tempo brevissimo, ha dato l’immagine migliore di sé ai cittadini e al territorio, dimostrandosi pronta ad affrontare qualsiasi sfida. Ci abbiamo provate e crediamo di esserci riusciti”.
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