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Giustizia - Esperti a confronto nella sala Regia sulla ricerca della prova informatica - Evento promosso da ordine degli avvocati e Aiga

Crimini digitali e prova, investigare senza oltrepassare i limiti…

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Viterbo – (sil.co.) – Focus sui crimini digitali a Viterbo: istituzioni, magistratura e avvocatura a confronto sulla tutela dei diritti. Successo di pubblico per l’evento formativo dedicato al tema dei crimini informatici e delle prove digitali, organizzato dall’Ordine degli avvocati di Viterbo in collaborazione con la sezione locale dell’Aiga (Associazione italiana giovani avvocati), che si è tenuto il 24 giugno nella Sala Regia di Palazzo dei priori, con esperti a confronto sulla ricerca della prova informatica senza oltrepassare il limite della deontologia.


Sala Regia - Crimini digitali e prova

Sala Regia – Crimini digitali e prova


I lavori si sono aperti con i saluti dell’avvocato Simone Bernini per il presidente dell’Ordine degli avvocati Luigi Sini. Tra i presenti il capo della squadra mobile Roberto Proietti, in rappresentanza del questore Giorgio Di Munno), il presidente della sezione Aiga Lorenzo De Rossi, il presidente nazionale Aiga Luigi Bartolomeo Terzo e il presidente della Fondazione Aiga “Tommaso Bucciarelli” Tommaso Bendinelli. 

“L’incontro – spiegano dall’ordine degli avvocati – è stato pensato proprio come un’occasione per mettere a confronto tutti gli attori che sono chiamati, oramai quotidianamente, ad occuparsi del tema dei crimini digitali, intesi come crimini perpetrati attraverso strumenti e strutture digitali e delle prove digitali, cioè di tutte le prove che possono essere ricercate e reperite sugli strumenti digitali”.

“Pensiamo – sottolineano i legali viterbesi – al nostro cellulare, che è oramai il depositario di tutta la nostra vita privata e professionale, a quali sono i limiti della ricerca delle prove di un crimine sul nostro smartphone, dove si colloca il limite tra necessità di svolgere indagini efficaci e la tutela dei diritti dell’indagato, con quali limiti queste prove possono validamente confluire nel processo”. 

L’analisi tecnica è stata affidata ai consulenti informatici forensi Marco Zonaro e Alessandro Fiorenzi,  esperti in Cybersecurity, mentre la delicata prospettiva e la tutela dei diritti della difesa sono state sviscerate dall’avvocato Gaetano Galluccio.

Al centro della discussione lo smartphone, ormai depositario della vita privata e professionale di ciascun cittadino. I relatori si sono interrogati sui limiti della ricerca della prova sui dispositivi mobili, sul confine tra l’efficacia delle indagini e la tutela dei diritti dell’indagato, e sulle condizioni di validità per l’acquisizione di tali prove nel processo.

L’obiettivo condiviso emerso dall’incontro è la necessità di far dialogare visioni talvolta contrastanti – come quelle di procura, polizia giudiziaria, consulenti e avvocati – per contribuire alla costruzione di un giusto ed equilibrato punto di incontro in una materia complessa e in costante evoluzione.


Sala Regia - Crimini digitali e prova

Sala Regia – Crimini digitali e prova


L’evento ha acceso i riflettori su una delle sfide più complesse e attuali del sistema giudiziario moderno: il passaggio alla prova digitale, bilanciando l’efficacia delle indagini con il rispetto dei diritti fondamentali e degli aspetti deontologici e procedurali. A introdurre e moderare il dibattito è stata l’avvocato Francesca Romana Graziani, vicepresidente della Fondazione Aiga, che ha guidato la tavola rotonda.

Serrato il confronto serrato tra magistratura, forze dell’ordine ed esperti di informatica forense. Il procuratore capo Mario Palazzi ha delineato il quadro delle procure di fronte alle nuove frontiere del crimine cibernetico. La polizia di stato ha portato la propria esperienza sul campo con gli interventi di Martina Celletti (commissario della polizia di stato- Centro operativo sicurezza cibernetica del Lazio) e Daniele Sozzi (vice sovrintendente Cosc), illustrando le metodologie di tracciamento e repertazione delle prove digitali. All’evento hanno partecipato anche gli appartenenti alla sezione operativa sicurezza cibernetica di Viterbo. Infine, l’avvocato penalista del foro di Roma, Mezio Gaetano Galluccio, ha concluso analizzando le garanzie difensive e i limiti costituzionali e deontologici dell’attività investigativa sui dispositivi elettronici personali.

Il valore scientifico dell’evento è stato riconosciuto dal consiglio dell’Ordine degli avvocati di Viterbo, che ha accreditato la partecipazione con 2 crediti formativi in materia di diritto penale e 1 credito formativo in materia obbligatoria. 


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26 giugno, 2026

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