Viterbo – (sil.co.) – Truffa del nipote, condannati a quattro anni e otto mesi tre trasfertisti napoletani che nell’agosto dell’anno scorso sono riusciti a farsi consegnare da una novantenne gioielli per 10mila euro e due carte da cui sono stati prelevati altri 3100 euro.
Il terzetto ha patteggiato davanti al gip Rita Cialoni, che al termine dell’udienza ha rimesso in libertà i malviventi.
La vittima è stata contattata da una persona che si è presentata come suo nipote e le ha chiesto di versare la somma di 4mila euro al corriere che di lì a poco si sarebbe presentato alla sua porta.
Il giudice ha inflitto un anno e 8 mesi a testa a un 21enne di Aversa residente a Sant’Antimo e un casertano di 23 anni residente a Sant’Antimo. Un anno e 4 mesi, invece, la pena per un 26enne di Sant’Antimo.
Per tutti il giudice ha concesso il beneficio della sospensione della pena e la revoca degli arresti domiciliari per il 21enne e il 23enne e obbligo di dimora per il 26enne.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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