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Politica – Il no ufficiale al progetto con 13 turbine tra il capoluogo, Montefiascone e Celleno - Tra le motivazioni la tutela dello skyline, delle produzioni doc e dop e di 272 alberi destinati all’abbattimento

Giorgia Meloni firma la revoca al parco eolico Energia Viterbo

di Simone Lupino
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Il Parco eolico energia Viterbo

Il Parco eolico energia Viterbo – Una simulazione

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni

Viterbo – Giorgia Meloni firma il no del governo alla realizzazione del parco eolico Energia Viterbo con 13 turbine tra il capoluogo, Montefiascone e Celleno (78 megawatt di potenza).

È stata pubblicata la delibera della presidenza del consiglio dei ministri che revoca ufficialmente il giudizio positivo di compatibilità ambientale concesso il 4 giugno dal governo al progetto proposto da uno dei principali gruppi internazionali del settore delle energie rinnovabili, la società norvegese Fred. Olsen Renewables.

Le motivazioni del no sono cinque. In primo luogo, si ritiene “non ulteriormente tollerabile il sacrificio paesaggistico connesso alla realizzazione di nuovi grandi impianti eolici nella medesima area”, il cosiddetto effetto cumulo. L’atto richiama poi le produzioni agricole dop e doc – nocciola romana, olio extravergine Tuscia, colli etruschi ed Est! Est!! Est!!! – il cui mantenimento “dipende dalla conservazione della trama agricola tradizionale e della vocazione agraria del territorio”.

No anche per “l’irreversibilità dell’impatto percettivo e visuale degli aerogeneratori sullo skyline dell’alto Lazio, tra Teverina e Conca Vulsina, con particolare riferimento all’altura di Montefiascone e ai suoi monumenti” e per “l’interferenza diretta con resti archeologici di età imperiale (terme romane con resti di murature e mosaici)”. Ultimo, ma non meno importante, “la necessità di abbattimento di 272 esemplari arborei, di cui 132 nel comune di Celleno, 17 nel comune di Montefiascone e 123 nel comune di Viterbo”. Erano previste misure compensative, ma non sono state ritenute sufficienti.

La delibera firmata da Meloni fa seguito all’annuncio con cui il deputato Mauro Rotelli, l’assessore regionale Giancarlo Righini e il consigliere regionale Daniele Sabatini avevano espresso soddisfazione per il ripensamento del consiglio dei ministri sul progetto delle grandi turbine previste intorno l’asse stradale della Teverina.

La revoca è stata disposta sulla base del “mutamento della situazione di fatto conseguente alle osservazioni sopravvenute della regione Lazio il 9 giugno” e della “rinnovata ponderazione degli interessi pubblici coinvolti”, da una parte la produzione di energia da fonti rinnovabili e dall’altra la tutela dei valori paesaggistici.

In particolare, la regione ha evidenziato “la saturazione territoriale della provincia di Viterbo, ove risulta concentrato il 78% degli impianti regionali per la produzione di energie da fonti rinnovabili, in violazione del principio di equa ripartizione”. Un elemento ritenuto idoneo a esprimere giudizio negativo anche alla luce di una recente sentenza del Tar del Lazio (6548/2026).
La vicenda potrebbe comunque non essere conclusa. Contro la determina firmata da Meloni è ammesso ricorso entro 60 giorni al Tar entro o ricorso straordinario al presidente della repubblica entro 120 giorni.

Simone Lupino


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7 luglio, 2026

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