Tuscania – (sil.co.) – Era accusato di avere picchiato la ex in auto e averla spogliata per strada, ma al processo non sono emerse le prove ed è stato assolto. Imputato un 41enne di Tuscania, denunciato dalla ex nel 2022, allontanato e finito a processo per maltrattamenti, stalking e lesioni aggravate. Nonostante la gravità delle accuse, l’uomo, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, lunedì è stato assolto con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, dal giudice Savina Poli del tribunale di Viterbo.
Violenza – immagine di repertorio
Gli atti persecutori, secondo l’accusa, sarebbero cominciati a maggio 2021, con un crescendo tra novembre e marzo 2022, motivati dalla gelosia nei confronti della donna, che avrebbe addirittura spigliato per strada, lasciandola in mutande, mentre le dava della puttana.
L’episodio più pericoloso risale al’8 gennaio di quattro anni fa, quando il 41enne avrebbe brutalmente aggredito la persona offesa in auto, accusandola di tradirlo e dandole della “troia di merda, puttana” per poi afferrarla per i capelli, sputarle addosso e farle sbattere la testa violentemente contro il finestrino più volte, stringendole forte il collo con le mani.
Non contento, quando lei è riuscita a divincolarsi e scappare dalla macchina, l’avrebbe seguita e presa a spinte, facendola cadere a terra, per poi prenderla a calci sulle gambe e sul viso, provocandole lesioni medicate in ospedale con 14 giorni di prognosi. Dopo di che l’avrebbe raggiunta a casa, dove nel frattempo si era rifugiata, sfondando a calci la porta d’ingresso e minacciandola “ti ammazzo, ti ammazzo”.
Nel corso delle indagini è emerso che il 41enne, spesso in stato di ebbrezza alcolica, già dal precedente mese di novembre avrebbe maltrattato la propria convivente con continue percosse, ingiurie e minacce a seguito di litigi dovuti a immotivata gelosia.
Tra maggio e novembre 2021 l’avrebbe chiamata al telefono anche trenta volte al giorno per sapere cosa stesse facendo. Nel giugno 2021, mentre era in compagnia di un’amica, l’imputato l’avrebbe spinta e tirata per i capelli, cercando di sollevarle e toglierle il vestito che indossava, facendola rimanere momentaneamente in mutandine e con il seno scoperto, insultandola “tanto ti piace andare in giro nuda”.
Sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi dalla stessa abitualmente frequentati, il 10 marzo 2022, mentre si trovava all’interno di un bar, l’avrebbe coperta di insulti: “Tanto lo so che da novembre mi metti le corna, sei una puttana, tanto Dio vede e provvede”.
Fra novanta giorni le motivazioni della sentenza di assoluzione.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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