Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cassazione - Confermata la revoca della misura alternativa concessa lo scorso ottobre a un 39enne

Ai domiciliari per droga finisce due volte in ospedale per overdose, scatta il carcere

Condividi la notizia:

Viterbo – (sil.co.) – Nasconde al giudice i ricoveri per overdose, la cassazione conferma la revoca dei domiciliari. Niente più detenzione domiciliare per un quarantenne, dopo che la corte di cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa, confermando la decisione del tribunale di sorveglianza di Roma che gli aveva revocato il beneficio a causa di ripetute violazioni delle prescrizioni, tra cui due ricoveri d’urgenza per abuso di cocaina mai comunicati ai giudici.


Viterbo - Ospedale Santa Rosa

Viterbo – Ospedale Santa Rosa


La vicenda ha avuto inizio nell’ottobre del 2025, quando il tribunale di sorveglianza ha concesso al quarantenne la misura alternativa della detenzione domiciliare per scontare una pena con scadenza fissata al marzo del 2027. Un’opportunità di reinserimento che, tuttavia, si è scontrata quasi subito con la realtà dei fatti.

Nel giro di poche settimane, l’uomo è infatti finito per ben due volte al pronto soccorso dell’ospedale di Viterbo: il 18 dicembre 2025:per abuso di cocaina e lo scorso 8 gennaio per la stessa causa.

Oltre alla gravità delle ricadute, a pesare sulla decisione dei giudici è stato il silenzio: né il condannato né la difesa hanno infatti ritenuto di dover comunicare tempestivamente questi episodi al tribunale di sorveglianza, che ne è venuto a conoscenza per altre vie.

 “La ricaduta fa parte della terapia”. Di fronte alla revoca della misura, la difesa ha tentato una linea argomentativa singolare, sostenendo che i ricoveri ospedalieri non dovessero essere interpretati come una violazione del percorso rieducativo. Al contrario, secondo il legale, quegli stessi episodi confermavano la necessità di proseguire il programma terapeutico già avviato con il Serd di Viterbo, lamentando il fatto che il tribunale non avesse tenuto conto della relazione del servizio sanitario.

Ma la prima sezione penale della cassazione ha giudicato “ineccepibile” la decisione del tribunale di Roma. I giudici di piazza Cavour hanno ribadito un principio fondamentale: per valutare il successo di una misura alternativa non basta la semplice “assenza di infrazioni”, ma serve una partecipazione attiva e positiva al percorso di recupero.

Allontanarsi da casa per correre in ospedale a causa dell’abuso di stupefacenti – senza dire nulla ai giudici – dimostra un atteggiamento del tutto incompatibile con il programma di reinserimento sociale. 

Il ricorso è stato quindi rigettato e l’uomo è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Per lui si riaprono le porte del carcere, anche se il periodo già trascorso ai domiciliari verrà comunque computato come pena espiata.


Condividi la notizia:
15 luglio, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/