Viterbo – Ci sono persone che non hanno bisogno di un ruolo pubblico per diventare un pezzo di una città. Basta un negozio, un bancone, una porta aperta per quarant’anni e migliaia di persone che da quella porta sono entrate ragazze e ragazzi e, molti anni dopo, sono tornate adulte.
Roberto Baldini era una di queste persone. Ma a Viterbo Roberto Baldini quasi non esisteva. Per tutti era Giggi.
Roberto Baldini
Oggi la città gli darà l’ultimo saluto. I funerali saranno celebrati alle 15 nella chiesa della Trinità. Baldini è morto a 73 anni, lasciando la famiglia e una quantità sterminata di ricordi sparsi tra generazioni di viterbesi.
La sua storia era soprattutto in via Cairoli. Lì, dietro il bancone della pizzeria, Giggi ha trascorso oltre quarant’anni. La sua pizza al taglio era diventata un appuntamento, quasi un sapore della città. E poi c’erano gli hot dog. Quelli di Giggi. Da prendere rigorosamente “con tutto”.
Per tanti ragazzi il rito era semplice: la passeggiata al corso, magari vedere un film al cinema al Metropolitan, e poi via Cairoli. Una fetta di pizza al taglio o un hot dog. Ma andare da Giggi non significava soltanto mangiare.
Significava incontrarlo.
Viterbo – La pizzeria di Roberto Baldini detto Giggi in via Cairoli
Perché lui parlava. Parlava tanto. Scherzava. Prendeva in giro il cliente e prendeva in giro sé stesso. Aveva la battuta pronta e riusciva a trasformare i pochi minuti necessari per comprare una pizza in una piccola scena di vita quotidiana.
Nella pizzeria c’era perfino un cartello che avvertiva i clienti: “Se Giggi sta a chiacchierà, la pizza se sta a brucià”.
E vicino a una pianta sul banco un’altra battuta: “Questa pianta è come Giggi, dove la metti impiccia”.
Non erano semplicemente due scritte divertenti. Erano quasi il suo autoritratto: allegro, ironico, autoironico, incapace di stare zitto e capace di creare confidenza con chiunque entrasse.
Roberto Baldini
Giggi aveva fatto qualcosa che riesce a pochissimi commercianti: aveva tolto il confine tra cliente e negoziante. Si poteva entrare per comprare qualcosa e uscire dopo aver riso, discusso, ascoltato una storia.
E c’erano anche gli scherzi. Uno è rimasto nella memoria di molti: metteva il panino dietro il vetro come se fosse possibile afferrarlo e il cliente, provando a prenderlo, finiva con la mano contro il vetro. Poi la risata.
Era questa familiarità ad averlo trasformato da pizzaiolo conosciuto in personaggio cittadino.
Viterbo – La pizzeria di Roberto Baldini detto Giggi in via Cairoli in lutto
Intanto l’attività cresceva. Da quella pizzeria il nome Baldini si è allargato negli anni a diversi punti vendita, costruendo una realtà imprenditoriale che è andata ben oltre il primo bancone di via Cairoli. Un lavoro portato avanti dalla famiglia e dal figlio Daniele.
Ma l’origine di tutto continuava ad avere un volto preciso.
Quello di Giggi.
Nel marzo del 2023, quando aveva compiuto 70 anni, Tusciaweb aveva pubblicato gli auguri della famiglia ricordandolo come maestro della buona pizza e dei rinomati hot dog da quattro decenni. Tre anni dopo, la quantità di messaggi comparsi sotto la notizia della sua morte dà forse, meglio di qualsiasi biografia, la misura di quanto fosse entrato nella vita quotidiana della città.
Il terzo da sinistra, Roberto Baldini
Non si ricordano soltanto la pizza al taglio e gli hot dog. Si ricordano soprattutto l’infanzia, l’adolescenza, le passeggiate al corso, il cinema, gli amici, le risate. In altre parole, si ricorda un pezzo della propria vita.
E anch’io, come tanti viterbesi, ho un ricordo semplicissimo e personale: quante cene mi hai risolto, Giggi… Quando non c’era tempo, quando si faceva tardi, quando bastavano una pizza al taglio o uno dei tuoi hot dog “con tutto” per sistemare la serata.
Viterbo – La pizzeria di Roberto Baldini detto Giggi in via Cairoli
È forse questo il destino dei veri personaggi popolari. Senza volerlo finiscono dentro la memoria degli altri.
Giggi è stato per tanti viterbesi il ragazzo dietro il bancone quando loro erano ragazzi. Poi gli anni sono passati, quei clienti sono diventati adulti, qualcuno è andato via da Viterbo, qualcuno è tornato. Ma passando in via Cairoli, andare a vedere se c’era Giggi e scambiare due parole con lui rimaneva quasi un obbligo.
Oggi, alle 15, nella chiesa della Trinità, quella Viterbo si ritroverà per salutarlo.
I ricordi dei viterbesi
Sono centinaia i messaggi comparsi sotto l’articolo di Tusciaweb. E dentro quelle poche righe scritte dai lettori ritorna sempre lo stesso Giggi: il pizzaiolo, certo, ma soprattutto l’uomo delle battute, delle risate e di un’adolescenza che sembra improvvisamente più lontana.
Antonello lo definisce “una istituzione” per Viterbo e propone perfino di dedicargli una targa in via Cairoli. Poi ricorda lo scherzo del panino messo dietro il vetro, con il cliente che allungava la mano e inevitabilmente ci sbatteva contro.
Federica riassume in poche parole un rito condiviso da una generazione: “Un pezzetto dell’adolescenza di molti di noi: si usciva per la passeggiata al corso e l’hot dog da Giggi”.
Maria Cristina riporta alla memoria un’altra Viterbo: “Gli hot dog di Giggi dopo un film al cinema Metropolitan erano stupendi”. Cinema, via Cairoli e quel panino diventano così un’unica fotografia della giovinezza.
Giuliana ricorda semplicemente: “Quante merende dopo lo struscio al corso”. Poche parole che raccontano un’epoca.
Marco, che da anni non vive più a Viterbo, racconta che ogni volta che tornava sentiva il bisogno di passare a salutare Giggi e conserva “ricordi bellissimi e incancellabili delle risate” fatte insieme in pizzeria.
Edoardo trova invece una formula che sembra quasi uno slogan nato spontaneamente dalla memoria: “Ci hai cresciuti tutti”. E poi: “Non è una pizza, è Baldini Pizza. Grazie Giggi”.
Altri lo chiamano “leggenda”, “istituzione”, “pezzo di storia di Viterbo”. Qualcuno scrive che ha accompagnato la propria infanzia, altri l’adolescenza. C’è chi ricorda soprattutto il sorriso e chi gli hot dog, chi le battute e chi semplicemente scrive: “Quanti ricordi”.
Ed è probabilmente proprio questa la frase più semplice per spiegare cosa lascia Roberto Baldini.
Quanti ricordi. Ti abbiamo voluto bene. Ti vogliamo bene.
Ciao Giggi.
Carlo Galeotti
Articolo: Muore il re della pizza Roberto Baldini, il mitico Giggi degli hot dog “con tutto” – La città commossa saluta Roberto Baldini, il mitico Giggi: domani i funerali alla Trinità – Chiara Frontini: “Roberto era uno di quei volti che diventano parte della città”
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