Caprarola – Una bocciatura ingiusta non cancella soltanto un anno di studi, ma lascia un segno profondo nell’equilibrio emotivo di un ragazzo.
Con questa motivazione il Tar del Lazio ha annullato la non ammissione alla classe terza di uno studente del liceo scientifico a indirizzo sportivo di Caprarola, condannando il ministero dell’istruzione e l’istituto scolastico a risarcire la famiglia per il danno morale patito dal giovane.
La vicenda risale al termine dell’anno scolastico 2024-2025. Lo studente, a cui sono stati diagnosticati disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), era stato respinto dopo gli esami di recupero. Una decisione contro cui i genitori hanno scelto di opporsi con fermezza, presentando ricorso alla giustizia amministrativa per denunciare la palese inosservanza delle tutele previste dalla legge.
Alla base della sentenza dei giudici d’appello c’è la mancata applicazione del Piano didattico personalizzato (Pdp). Secondo quanto ricostruito dal tribunale, durante le prove di recupero di geostoria e scienze naturali, al ragazzo non sono stati garantiti gli strumenti compensativi e le misure dispensative fissati dal suo percorso di studi integrato.
Nello specifico, le verifiche scritte presentavano “quesiti complessi in forma di scrittura, ragionamento e analisi”, richiedendo la risoluzione di formule, algoritmi di calcolo e l’analisi di testi di particolare difficoltà. Tutti compiti da cui lo studente avrebbe dovuto essere esentato in base al proprio piano personalizzato, o per i quali avrebbe dovuto ricevere supporti aggiuntivi mai messi a disposizione dalla commissione.
“Patema d’animo e angoscia”, riconosciuto il danno morale. Se il Tar ha respinto la richiesta di risarcimento per i danni patrimoniali — avanzata dai genitori per un ipotetico ritardo nell’ingresso del figlio nel mercato del lavoro —, ha invece accolto appieno la domanda relativa al danno non patrimoniale.
I magistrati hanno sottolineato come una bocciatura illegittima generi un’indiscutibile sofferenza interiore. Citar la sentenza: “Si reputa corrispondente a una massima di esperienza che, nella normalità dei casi, una bocciatura scolastica, specialmente se ingiusta, cagioni nell’alunno patema d’animo, afflizione, frustrazione e angoscia.»
La pronuncia del tribunale amministrativo si trasforma così in un monito rigoroso sul rispetto dei diritti degli studenti con Dsa. Annullata la bocciatura, il verdetto reintegra lo studente nel suo percorso scolastico, col riconoscimento di 1.500 euro a titolo di danno morale soggettivo per la sofferenza psicologica patita. Il ministero dell’istruzione e l’istituto di Caprarola, in solido tra loro, sono stati inoltre condannati al pagamento delle spese di lite, liquidate in 2.500 euro.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY