Viterbo – “Quello che è accaduto non accada più”. È l’appello di don Massimiliano Balsi durante la celebrazione del trigesimo di Benedetta Marino, ieri pomeriggio, in una basilica della Quercia gremita.
La ventitreenne era stata trovata senza vita sabato 8 agosto all’interno dell’ex consorzio agrario di viale Francesco Baracca, in circostanze ancora da chiarire.
Benedetta Marino
“Ricordiamo Benedetta nel trigesimo della morte – ha detto don Massimiliano Balsi -. Lo facciamo con affetto. Un affetto che accompagna Benedetta. Perché voi – si è rivolto Balsi ai familiari in prima fila – avete accompagnato Benedetta, l’avete sostenuta e l’avete anche lasciata libera. Quello che vi ha lasciato, il piccolo figlio, deve diventare forza, presenza. Una presenza che Benedetta ha sempre realizzato nella vostra vita”.
Balsi conosceva Benedetta fin da bambina. Era stata anche animatrice al grest estivo. E ci sono affetto e tenerezza nelle sue parole.
“Benedetta vi dava da fare – ha detto con un sorriso dolce Balsi ai familiari – e ve lo sta dando ancora. Il vostro cammino deve motivarvi affinché quello che è accaduto non accada più”.
La messa di trigesimo per Benedetta Marino
Un ricordo che si fa anche monito e raccomandazione, per far sì che certe cose non si ripetano.
“Ai più giovani – ha sottolineato Balsi – dico: ‘Non cercate strade facili’. Tutti vorrebbero una vita senza problemi. Il desiderio di vita si realizza quando ci rimbocchiamo le maniche e non nell’apparenza. In questo dobbiamo tenere vicini quelli che ci vogliono bene, che rappresentano il nostro porto sicuro. Il loro amore deve sostenerci affinché nessuno vi dica che non valete. Non permettete a nessuno di farvi del male. Nell’eucaristia stasera – ha concluso il parroco – il ricordo diventa presenza e motivazione. Sia personale, sia familiare, sia sociale. Chiediamo, attraverso la preghiera di Benedetta, di essere un segno di luce nell’orizzonte di un amore che non muore mai. L’amore non può essere cancellato, neanche dalla morte. La vostra vita deve corrispondere al desiderio di amore e di bellezza che Benedetta ha sempre avuto per voi”.
La messa di trigesimo per Benedetta Marino
A concelebrare la messa anche don Flavio Valeri, vicario episcopale della forania di Viterbo.
“Sono due i compleanni della nostra vita – ha detto Valeri commentando il Vangelo -: quando nasciamo e quando moriamo. I cristiani il giorno della morte lo chiamavano dies natalis. Noi non siamo fatti per restare qui. Siamo fatti per vivere nell’eternità. Benedetta – ha sottolineato Valeri, dedicando la sua omelia alla ragazza strappata alla vita un mese fa – vive nell’eternità. Accanto a ogni giorno nel calendario troviamo scritto il nome di un santo. In quel giorno quella persona è entrata nell’eternità. Nella Bibbia per 365 volte si ripetono le parole ‘non temere’, ‘non ti scoraggiare’”.
La messa di trigesimo per Benedetta Marino
E poi la conclusione di chi vive la sua vita con fede e accarezza con tenerezza l’anima di chi prova il più grande dei dolori, la perdita di un figlio.
“Tutto concorre per il nostro bene – ha concluso Valeri rivolgendosi ai genitori – anche quello che ci fa soffrire, anche la ricorrenza per cui stiamo qui oggi. Tutto concorre al nostro bene: è questa la fede. Auguriamo la gioia più grande a Benedetta e a tutti noi”.
Irene Temperini
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