Viterbo – Palloncini bianchi e azzurri lanciati in cielo e il grido “Marco, Marco, Marco…”. Il prof Marco De Falco cosi è stato accolto all’uscita dalla chiesa della Madonna della Quercia, dai suoi alunni.
Oggi pomeriggio la basilica della Quercia, pur essendo la chiesa più grande della città dei papi, non è riuscita a contenere le centinaia di persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto terreno a Marco De Falco.
Viterbo – La Quercia – I funerali di Marco De Falco
Insegnante di educazione fisica al liceo Santa Rosa, dove nella notte tra sabato e domenica scorsa i suoi studenti hanno appeso uno striscione per ricordare il loro amato professore De Falco.
De Falco era uno sportivo, e anche un esperto istruttore sub. È morto l’8 settembre nelle isole Egadi, a Favignana, a seguito di un infarto sopraggiunto poco dopo un’immersione nel suo amato mare.
Marco De Falco
Una perdita che ha creato un’onda di commozione in tutta la città, tanto da far scegliere l’imponente basilica della Quercia per la celebrazione del funerale. Che pur non è riuscita a contenere tutti.
A dare voce al dolore palpabile di una basilica gremita soprattutto di giovani, il preside del liceo Santa Rosa Alessandro Ernestini.
“Sono il preside della scuola di Marco – ha esordito Ernestini – perché la scuola era di Marco. Tante cose, tante iniziative, tante scelte nella nostra scuola sono state fatte grazie al professor De Falco.
Viterbo – Lo striscione al liceo Santa Rosa per ricordare il professor Marco De Falco
Marco era amato non solo dai ragazzi, ma da tutti. Dovete sapere – ha proseguito Ernestini rivolgendosi alle oltre mille persone riunite a salutare il prof del liceo Santa Rosa – che ogni anno Marco veniva da me e mi diceva ‘dobbiamo fare questo, questo, questo, questo’. Marco diceva e faceva sempre quello che sentiva – ha sottolineato ancora Ernestini -. Ogni giorno arrivava con la sua moto, e mi salutava, e salutava tutti. Se non mi vedeva, mi chiamava e mi chiedeva ‘come stai?’ e lo faceva sempre con il sorriso. Marco amava il suo lavoro, che faceva con amore, semplicità, rigore e dedizione. I ragazzi – ha concluso Ernestini – hanno messo uno striscione fuori al liceo con scritto ‘il professor De Falco vivrà sempre con noi’. Lo metteremo dentro alla scuola quello striscione, perché è vero, il professor De Falco vive sempre con noi”.
È toccato poi a don Flavio Valeri, parroco del quartiere Pilastro, dove De Falco viveva con la sua famiglia, il difficile compito di accompagnare e tentare di lenire il dolore di familiari, amici, e dei tantissimi studenti che oggi non sono voluti mancare all’ultimo saluto terreno al loro amato docente. A concelebrare anche don Gianluca Scrimieri, parroco di Canepina, che conosce da tanti anni la famiglia.
“Tutti quanti – ha detto don Flavio Valeri – avete amato questo fratello come comunità umana e civile. Con don Gianluca celebriamo questa eucarestia per accompagnare questa chiesa così numerosa nell’ultimo saluto al professor De Falco, a Marco.
Un saluto affettuoso e grato. Il momento della morte – ha sottolineato Valeri – è un momento per noi doloroso, apparentemente senza senso. Ma i cristiani credono nella vita eterna. Tanti sono qui, la moglie Federica, con cui ha vissuto l’esperienza di un amore assoluto, la sua famiglia, il fratello Paolo, e la mamma Antonia, che oggi somiglia alla Madonna, che vede suo figlio morire.
Viterbo – La Quercia – I funerali di Marco De Falco
Ma poi – ha detto Valeri – c’è un’altra famiglia, quella della scuola, quella del mare. Questo nostro fratello è stato un esempio. Si è prodigato per la crescita fisica, che non è meno importante di quella spirituale.
Solo la fede ci può aiutare in questi momenti che sono inspiegabili. Un uomo, tanto forte nel fisico, abituato alle immersioni, ha ceduto, senza un perché. La morte è un fallimento umano. Arriva nel momento in cui non pensiamo possa arrivare. La fede aiuta in questo. Non sappiamo dove, come, quando moriremo, come non lo sapeva lui. Questo non lo dico per farci sprofondare nella tristezza.
Come scrive San Paolo nella lettera ai Romani, tutto concorre al nostro bene, perché Dio sa trasformare la morte in vita. Noi oggi – ha concluso Valeri – vediamo queste croci anche artistiche. Cristo soffriva sulla croce, urlava dal dolore. E non aveva fatto niente. Oggi siamo chiamati a raccogliere questo messaggio per far si che la luce dell’eternità illumini il dolore che siamo chiamati a vivere”.
All’uscita del feretro dalla basilica, un grande applauso ha salutato De Falco. Sua moglie Federica, tra le lacrime, sulle scale della basilica, ha voluto ringraziare tutti per la presenza.
L’abbraccio di una famiglia allargata costruita in una vita intera vissuta con amore. Un amore palpabile, come il dolore di adulti e ragazzi.
Viterbo – La Quercia – I funerali di Marco De Falco
Proprio i ragazzi, i suoi studenti, hanno voluto salutare De Falco con uno striscione. ‘Il tuo sorriso rimarrà la nostra guida’, si leggeva mentre palloncini bianchi e azzurri lanciati in cielo salutavano De Falco. E poi il grido “Marco, Marco, Marco” dei suoi studenti ha commosso tutti.
Irene Temperini
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY