Graffignano – “Quasi 9 mila tonnellate di rifiuti pericolosi in più rispetto a quanto previsto non possono essere considerate un dettaglio. Se durante una bonifica emerge una realtà significativamente diversa da quella ipotizzata prima degli scavi, è necessario chiedersi se anche le valutazioni ambientali effettuate fino a quel momento siano ancora pienamente adeguate. Ed è necessario fare completa chiarezza su quanto sta emergendo dal terreno di Graffignano”.
Lo dichiarano Ilaria Fontana, vicepresidente del Movimento 5 Stelle alla Camera dei deputati, e Massimo Erbetti, coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle di Viterbo, in merito alla nuova interrogazione presentata al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sulla bonifica del sito orfano di Graffignano, in provincia di Viterbo.
Le operazioni di bonifica, avviate il 30 aprile scorso, erano finalizzate alla rimozione di circa 20 mila tonnellate di rifiuti interrati. Nel corso degli scavi è però emersa una quantità di rifiuti pericolosi significativamente superiore a quella prevista: ulteriori 8.868,19 tonnellate nelle aree interessate dalla bonifica.
Un rinvenimento che ha comportato anche la necessità di reperire ulteriori risorse, con l’incremento del finanziamento destinato all’intervento da 13 a 14,5 milioni di euro.
“Parliamo di una quantità enorme di ulteriori rifiuti pericolosi. È necessario conoscere nel dettaglio che cosa sia stato trovato, quale sia la composizione di questi materiali e, per quanto possibile, ricostruirne la provenienza. La trasparenza è fondamentale, soprattutto nei confronti dei cittadini e delle comunità che da anni convivono con questa vicenda”.
Ma il punto, sottolineano Fontana ed Erbetti, non riguarda soltanto la quantità dei rifiuti o l’aumento dei costi.
“Se cambia in maniera così rilevante ciò che troviamo sotto terra, dobbiamo verificare se debba cambiare anche ciò che avevamo previsto sulla carta. Il nuovo quantitativo è infatti emerso successivamente all’approvazione del Modello Concettuale Definitivo del sito e dell’Analisi di rischio sito-specifica. Per questo chiediamo al Ministero di verificare se le nuove risultanze rendano necessario aggiornare il Modello Concettuale, l’Analisi di rischio e, conseguentemente, le attività di bonifica, messa in sicurezza e monitoraggio ambientale. Particolare attenzione deve essere riservata alla tutela delle acque sotterranee”.
“Questo non significa mettere in discussione la bonifica, tutt’altro. Significa pretendere che venga portata a termine conoscendo fino in fondo la reale situazione del sito. Una bonifica non può limitarsi alla rimozione di ciò che si pensava di trovare: deve confrontarsi con ciò che gli scavi stanno realmente restituendo”.
“Su una vicenda ambientale di questa portata non possono esserci zone d’ombra. Bonificare significa conoscere la contaminazione, rimuoverne le fonti e verificare che, alla fine dell’intervento, il territorio sia realmente tutelato. Le bonifiche sono un atto di cura verso territori feriti dall’inquinamento e devono essere accompagnate da controlli rigorosi, dati accessibili e informazione costante alle comunità. Continueremo a seguire la vicenda di Graffignano, sul territorio e in parlamento, affinché la bonifica proceda con tutte le garanzie necessarie per l’ambiente e per i cittadini”.
Ilaria Fontana
Vicepresidente M5S alla Camera dei deputati
Massimo Erbetti
Coordinatore provinciale M5S Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY