Viterbo – (sil.co) – Incastrata dallo specchietto, è slittato il processo alla pirata della strada che oltre tre anni fa investì una studentessa 12enne fuori scuola.
È stata rinviata al prossimo anno, a causa dell’astensione degli avvocati penalisti, l’udienza di mercoledì davanti al giudice Savina Poli a carico della conducente dell’auto pirata di colore rosso che la mattina del 23 marzo 2023 investì una ragazzina di 12 anni in via Pola, nei pressi della scuola media Pietro Egidi dell’Ellera. La donna dovrà rispondere di lesioni stradali e omissione di soccorso.
Alla guida dell’utilitaria Toyota Aygo rossa c’era una 45enne d’origine albanese che si è dileguata dopo aver investito la studentessa 12enne mentre camminava al margine della strada, colpendola al gomito con lo specchietto retrovisore destro e scaraventandola a terra, con lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.
La ragazzina, subito soccorsa e trasferita in ambulanza all’ospedale, ha riportato in particolare una contusione del gomito e del braccio destro, per i quali il padre ha sporto denuncia contro ignoti il giorno successivo e querela il successivo 6 giugno, a seguito dell’identificazione dell’automobilista.
La conducente è stata rintracciata dalla polizia municipale di Viterbo, che ha effettuato i rilievi e le successive indagini, proprio grazie ai resti dello specchietto retrovisore dell’auto investitrice rimasti sull’asfalto.
In precedenza, dopo la citazione diretta a giudizio da parte della pm Paola Conti, si era celebrata l’udienza predibattimentale davanti al giudice Giovanna Camillo, che aveva disposto la prosecuzione del giudizio dinanzi alla collega Daniela Rispoli, nel frattempo sostituita dalla collega Savina Poli, che mercoledì ha rinviato a febbraio l’ammissione delle prove.
Il padre della minore, un viterbese di 53 anni residente con la famiglia poco lontano dal luogo del sinistro, si è costituito parte civile ed è assistito dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli, che ha chiesto l’autorizzazione alla citazione dell’assicurazione come responsabile civile.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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