Viterbo – (sil.co.) – “È gay”. Colpo di scena al processo a un trentenne accusato di stupro da una ex fidanzatina, minorenne all’epoca dei fatti che sarebbero avvenuti la sera del 7 aprile 2018 durante una festa di compleanno.
Per la difesa, che ieri ha citato gli amici come testimoni sul suo orientamento sessuale, l’imputato “è omosessuale, gay, convive con il compagno”.
Al collegio è stato sufficiente ascoltarne uno su dodici, citati dall’avvocato Norma Natali del foro di Civitavecchia Dopo di che il presidente Jacopo Rocchi ha rinviato la discussione. La presunta vittima e la madre sono parte civile.
“Li ho visti al bar che ridevano e scherzavano, poi sono usciti insieme dal locale ed erano assolutamente tranquilli”, ha aggiunto il testimone, spiegando cosa ha visto e l’atmosfera da lui percepita la sera del compleanno.
I fatti, come detto, risalgono al 2018. Secondo l’imputazione, l’uomo — che allora aveva 23 anni e frequentava la giovane da circa un mese — avrebbe abusato di lei all’interno di un’automobile durante i festeggiamenti per il compleanno di un’amica in un comune della provincia.
La presunta vittima, che la sera degli abusi potrebbe aver assunto un quantitativo eccessivo di alcol, avrebbe riferito di ricordare poco dell’accaduto. A far scattare le indagini è stata la denuncia della madre, allertata da una confidenza della figlia a due amiche (“Ho fatto qualcosa, se lo scopre la mamma…”).
Nel corso del processo sono state ascoltate due amiche della vittima, presenti alla serata. Le testimoni hanno riferito che la festa si era svolta prima in un’abitazione privata e poi in un bar frequentato dal gruppo, dove l’imputato li aveva raggiunti.
Entrambe, come il teste della difesa sentito ieri, hanno dichiarato di non aver notato alcun comportamento anomalo:, La coppia si sarebbe allontanata a piedi ed in tranquillità per circa un’ora con il cane della ragazza, per poi fare ritorno al locale senza mostrare segni di tensione o alterazione. La frase che ha dato origine alle indagini sarebbe stata pronunciata dalla minorenne solo un paio di giorni più tardi nei locali del bar.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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