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Tribunale - Imputato di atti persecutori e violenza sessuale un quarantenne conosciuto sul bus

Stalker maniaco bastonato dalla vittima e condannato a 3 anni e 4 mesi di carcere

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Violenza di genere - Foto di repertorio

Violenza di genere – Foto di repertorio

Viterbo – (sil.co.) – Vittima mette in fuga lo stalker a colpi di matterello, condannato a tre anni e quattro mesi

Tre anni e quattro mesi di reclusione è la sentenza emessa ieri dal collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi, nei confronti di un quarantenne di origine dominicana accusato di aver perseguitato una connazionale per quasi un decennio. Un incubo iniziato nel 2017 e terminato solo nel 2025, anno in cui la donna. dopo che le aveva messo le mani addosso. si è decisa a sporgere denuncia per atti persecutori e violenza sessuale.

Tra i due non c’è mai stata alcuna relazione sentimentale. Si erano incontrati a bordo dell’autobus, ma l’imputato, approfittando del fatto di abitare vicino alla madre della vittima, ha trasformato quella semplice conoscenza in un’asfissiante sequenza di insistenze e molestie.

L’episodio culminante è avvenuto la sera dell’aggressione. Era per l’appunto l’estate di due anni fa. La donna doveva scendere in strada per recuperare un oggetto dimenticato in auto e, temendo di incontrare lo stalker ad attenderla, ha deciso di portare con sé il mattarello con cui la madre stava stendendo la pasta della pizza. Una precauzione che si è rivelata provvidenziale. “Temevo di trovarlo sotto casa e così è stato”, ha raccontato la vittima. “Mi ha messo le mani addosso, ma per fortuna ero attrezzata: mi sono difesa colpendolo ed e sono riuscita a scappare”.

A seguito della denuncia e della successiva contestazione del reato di violenza sessuale, lo scorso aprile l’imputato — inizialmente colpito soltanto da un provvedimento di allontanamento — è finito in carcere.

Il quarantenne, come disposto ieri dal collegio, uscirà dall’istituto di pena la prossima settimana, dopo aver terminato di scontare i sei mesi di reclusione inflitti per il reato di violenza sessuale, per il quale il tribunale ha riconosciuto la fattispecie di minore gravità. La quota principale della pena complessiva resta tuttavia legata all’accusa di atti persecutori.

Il pubblico ministero Paola Conti aveva richiesto una condanna a tre anni e mezzo. Il legale difensore dell’imputato, l’avvocato Valeria Cardarelli, valuterà il ricorso in appello una volta depositate le motivazioni della sentenza.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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6 ottobre, 2026

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