Viterbo – (sil.co.) – È ripreso lunedì davanti al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi il processo a un militare, alla sbarra dopo essere stato accusato di maltrattamenti in famiglia, tra cui l’aver insultato la moglie chiamandola “tendone da circo” a causa del suo peso e di aver picchiato la figlia. L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe offeso la moglie per il suo aspetto fisico.
Viterbo – Un’aula del tribunale
“Uomo zerbino”. In aula hanno testimoniato per la difesa la madre, il fratello e una zia paterna dell’imputato, accusato di maltrattamenti aggravati in famiglia. “Era il classico uomo zerbino”, ha detto di lui il fratello, spiegando alla pm Paola Conti che entrambi i coniugi erano in sovrappeso e che per loro non sarebbe stato un problema, fino a quando tutti e due non sono dovuti ricorrere alla chirurgia, non per motivi estetici ma di salute. La ex accusa il marito di averla costretta a operarsi per il suo aspetto.
“Casa sporca e figli trascurati”. Tutti hanno concordato che la presunta vittima fosse una donna trascurata, sia nella gestione della casa che dei tre figli, disordinata e poco incline alla pulizia. “Mio figlio lavava, puliva e stirava. È stata lei a cacciarlo di casa una prima volta e ciononostante lui è tornato, per poi chiudere definitivamente”, ha riferito la suocera della persona offesa. Il procedimento nasce dalle accuse formulate nel 2021 dalla donna nei confronti dell’ex coniuge, per maltrattamenti che sarebbero avvenuti tra il 2005 e il 2018.
“Era lei a picchiare e insultare”. L’imputato, che nel frattempo si è rifatto una vita trasferendosi in un’altra città con la nuova compagna, si è difeso in aula a giugno, respingendo ogni addebito e ribaltando le accuse. Il militare ha sostenuto di essere stato lui la vera vittima di aggressioni fisiche e verbali — citando minacce con coltelli da cucina, colpi con manici di scopa e pugni davanti ai figli — e ha giustificato l’operazione chirurgica della ex con motivi di salute legati al diabete.
Vittima nei guai per l’abbandono scolastico dei figli. Secondo la difesa, la denuncia sarebbe stata presentata solo per ritorsione, perché nel 2021 la donna era stata a sua volta denunciata per lo stato di grave degrado dell’abitazione e per l’abbandono scolastico dei tre figli minori, presi in carico dal padre a seguito del ricovero della donna per un tentato suicidio, episodio che aveva fatto seguito ad un analogo gesto estremo compiuto dalla figlia maggiore nel 2020.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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