Viterbo – (sil.co.) – Oltre a prendersela con la compagna, che lo ha denunciato per maltrattamenti, avrebbe coinvolto anche l’ex marito della vittima, cui avrebbe mandato messaggi Whatsapp carichi di allusioni e persino fotografie della donna mezza nuda.
Imputato davanti al giudice Jacopo Rocchi un cinquantenne, contro il quale mercoledì hanno testimoniato la presunta vittima e anche l’ex marito, un 51enne con cui è stata sposata fino al 2018, le cui dichiarazioni hanno ventilato anche un caso sui generis di revenge porn.
“Non so da dove venissero le foto, dove le avesse prese, né chi le avesse scattate, ma la mia ex moglie appariva in déshabillé”, ha detto. Quindi, sottolineando di non avere mai risposto ai messaggi, ha spiegato come fossero allusivi, insinuando dubbi sulla moralità della donna: “Vedi, questa è la madre dei tuoi figli”.
Il processo, appena entrato nel vivo, riprenderà a fine mese.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna finitiva”.
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