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Viterbo - Imputato di maltrattamenti e resistenza un 33enne - Lo scorso 21 gennaio, in via dei Mille, si è scagliato pure contro la polizia

Botte in strada il giorno del compleanno, la vittima: “Era fuori di testa per gelosia”

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Viterbo – (sil.co.) – Botte per strada dopo il compleanno, è entrato nel vivo mercoledì davanti al giudice Jacopo Rocchi il processo per maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale in cui è imputato un 33enne dominicano che attorno alle sei del pomeriggio dello scorso 21 gennaio ha aggredito la compagna in via dei Mille e poi si è scagliato contro la polizia, finendo in manette.”Era fuori di testa per gelosia”, ha spiegato la vittima. 


Viterbo - La polizia in centro

Viterbo – La polizia in centro


Il 33enne, difeso dall’avvocato Antonella Fiore Melacrinis, avrebbe aggredito la compagna a casa dei genitori, il giorno del suo compleanno, scagliandosi contro di lei dopo che aveva ammesso di avere frequentato un altro, con cui l’aveva incontrata al lago durante l’estate. 

La giovane che si è costituita parte civile con l’avvocato Francesca Bufalini,  sarebbe stata spinta e strattonata in strada, nel tratto che si collega a via Garibaldi. I passanti, spaventati dalle grida della donna, hanno chiamato immediatamente i soccorsi. Sul posto sono intervenute due volanti della polizia per bloccare l’uomo che però avrebbe opposto resistenza, scagliandosi contro uno degli agenti.

Vittima una viterbese di 28 anni, che ha confermato in tribunale come l’imputato, a partire dal 2021, l’avrebbe sistematicamente aggredita per futili motivi di gelosia, controllandole il telefono e costringendola a cercare rifugio presso l’abitazione dei genitori.

 

L’escalation di violenza sarebbe cominciata a luglio 2025: “Mi ha vista al lago con un altro e da allora sono iniziate botte e minacce, fino allo scorso 21 gennaio, la sera del mio compleanno, quando è tornato a insistere sul ragazzo del lago ed è andato fuori di testa”. 

“Quando ci siamo messi insieme, andavo ancora a scuola e i miei genitori non erano contenti. Ma all’inizio della convivenza andava tutto bene, fino a quando non sono cominciati i problemi economici perché con il Covid siamo trovati senza lavoro e non potevano più permetterci casa. A fine 2021 lui mi ha cacciata e io sono tornata dai miei, poi è iniziato un lascia e prendi, durante il quale sono rimasta incinta, per cui è venuto ad abitare con noi”.

Il comportamento del compagno sarebbe peggiorato ulteriormente dopo la nascita del figlio, avvenuta nel marzo del 2023. “Minacciava di togliermi il bambino, se lo avessi lasciato e che mi avrebbe staccato la testa se mi avesse vista con altri uomini, costringendomi in più occasioni a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine”. 

Quando infine l’ha vista con un altro, è iniziato il crescendo di condotte sfociato nove mesi fa nell’arresto e poi nell’allontanamento di cui la difesa ha chiesto la revoca col parere favorevole del pubblico ministero. Non della parte civile, che ha spiegato come lo scorso 26 settembre abbia violato la misura cautelare. 

Il processo riprenderà la prossima primavera. 


Articoli: Strattona la compagna per strada e si scaglia contro la polizia, subito a processo – In manette l’uomo che ha aggredito la compagna e si è scagliato contro la polizia – Strattona e spintona la compagna poi si scaglia contro la polizia


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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30 ottobre, 2026

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