Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Montalto di Castro - Tribunale - L'ex comandante della stazione dei carabinieri di Canino alla sbarra per abuso d'ufficio e violazione delle norme sull'immigrazione si difende in aula

“Ho dato loro un passaggio, non sapevo fossero irregolari”

Condividi la notizia:

Il tribunale

Montalto di Castro – (f.b.) – “Ho solo dato un passaggio a due stranieri, non sapevo fossero irregolari”.

L’ex comandante della stazione dei carabinieri di Canino, alla sbarra per abuso d’ufficio e violazione delle norme sull’immigrazione, si difende dalle accuse con una dichiarazione spontanea ai giudici del collegio.

Il militare è finito nei guai in seguito a un controllo della finanza del 29 febbraio 2008 a Montalto di Castro. Le fiamme gialle fermarono la sua auto a un posto di blocco e scoprirono che a bordo, insieme a lui, c’erano anche due extracomunitari, un marocchino e un tunisino, entrambi senza documenti. Su uno dei due pendeva anche un ordine di espulsione dall’Italia.

Da lì partì la denuncia al carabiniere che però continua a dichiararsi innocente e a sostenere che è stato tutto frutto di un equivoco.

“Dovevo andare a casa di mio figlio e mi sono fermato in un negozio – ha spiegato ieri in aula ai giudici del collegio – e li ho incontrati per caso. Non li conoscevo benissimo, ma sapevo chi erano di vista. Mi hanno chiesto un passaggio e io non pensavo di fare nulla di male a concederglielo”.

I due extracomunitari salgono dunque nella macchina del maresciallo e poco dopo una pattuglia della finanza ferma il mezzo all’altezza del cimitero di Montalto di Castro.

“Uno dei finanzieri – continua il carabiniere – chiede i documenti ai due stranieri e quando si accorge che non li hanno mi dice che loro devono essere portati in caserma a Tarquinia a bordo dell’auto delle fiamme gialle, mentre io devo seguirli con la mia. Gli chiedo spiegazioni e gli ricordo che sono un militare, ma lui mi risponde che lo sa e che il mio superiore era già informato di questa cosa”.

Nonostante le perplessità il militare decide di raggiungerli alla caserma di Tarquinia per avere qualche delucidazione.

“Appena arrivato, trovo il mio capitano in borghese – prosegue l’imputato -, il che mi lascia un po’ senza parole perché non ne capisco il motivo. Comunque in un primo momento vengo invitato ad andarmene, per poi essere richiamato nel pomeriggio e, solo allora, mi informano di esser stato denunciato”.

Una notizia che lascia il carabiniere a dir poco perplesso.

“Io non ho fatto nulla – conclude nella sua deposizione – ho solo dato un passaggio a quei due. E poi quando mi hanno detto di essere stato denunciato mi sono anche sentito dire dai finanzieri che “hanno fatto tutto i miei colleghi carabinieri” il che mi ha lasciato davvero senza parole. Per non parlare poi di tutto quello che è successo dopo quando si è sparsa la notizia e tutti parlavano di me come se chissà quale cosa gravissima avessi fatto. Mi sembra davvero troppo”.

Il collegio dei giudici, presieduto da Eugenio Turco, Silvia Mattei e Rita Cialoni a latere, ha rinviato il processo al 12 febbraio 2014 per la discussione.


Condividi la notizia:
4 dicembre, 2013

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/