Caprarola – Condanna a nove mesi e 450 euro di multa.
Tanto è costato a una badante straniera sgraffignare le mancette del nipotino dei suoi datori di lavoro.
La donna, denunciata nel 2010 ai carabinieri di Caprarola, era sotto processo per furto. Tre anni fa, la signora che l’aveva assunta per accudire i suoceri nota strani ammanchi di denaro dai risparmi del figlio di 11 anni.
Il tesoretto con le mance e i regali della Cresima era nascosto in un cassetto. Una scatola di metallo che si notava appena, tra la biancheria del bambino. Ma la badante l’aveva evidentemente scoperta e, ogni tanto, la usava come bancomat per le sue necessità. Cinquanta euro oggi, cinquanta euro domani, per un totale di 700 euro. Finché la padrona di casa non la mette con le spalle al muro su quelle periodiche ricognizioni nel salvadanaio del figlio: lei non replica. Fai bagagli e se ne va.
Un processo senza testimoni né prove, per la difesa. Ma l’accusa è sicura del fatto suo: “La badante aveva libero accesso alla casa, alla camera del bambino e all’appartamento dei nonni – ha riferito in aula il pm Sabrina Galeazzi -. Improbabile che le altre persone della famiglia, genitori, nonni o la sorellina di 2 anni, abbiano attinto a quella piccola riserva di denaro”.
Per la badante il pm aveva chiesto la condanna a 8 mesi e 500 euro di multa. Il giudice Silvia Mattei ha ridotto la somma da pagare e aumentato la pena di un mese.
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