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Viterbo - Il leader dell'operazione Drago di nuovo in manette - Il suo avvocato chiede la scarcerazione

Rompe il braccio alla compagna, arrestato

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Django Barberio

Django Barberio

Gli arrestati dell'operazione drago

Gli arrestati dell’operazione drago

Operazione Drago, la donna costretta a prostituirsi

Operazione Drago, la donna costretta a prostituirsi

I militari che hanno condotto l'operazione

I militari che hanno condotto l’operazione

Viterbo – Chiesta la scarcerazione per Django Barberio.

Il 43enne di Soriano nel Cimino, finito in manette l’anno scorso nel blitz antidroga da quaranta arresti, è tornato di nuovo in cella.

E’ accusato di lesioni aggravate nei confronti della compagna Janina Vasilescu, arrestata con lui nell’operazione Drago. 

Barberio le avrebbe rotto un braccio durante una violenta discussione. Ma martedì scorso, davanti al pm Stefano D’Arma, avrebbe dato una ricostruzione alternativa ai fatti contestati.

La giovane donna romena si sarebbe provocata da sola la frattura, sferrando lei stessa un potente pugno al braccio di Barberio.

Il 43enne, al momento dell’arresto, era ancora sottoposto alla misura dei domiciliari per l’operazione Drago. Ora sarà il gip del tribunale di Viterbo a doversi pronunciare sull’istanza di scarcerazione della difesa. L’avvocato Giuseppe Picchiarelli chiede una misura più leggera, anche gli arresti domiciliari, dato che i due non vivono più insieme da diverso tempo. 

Proprio Barberio e la fidanzata sarebbero implicati in uno degli episodi più gravi emersi dall’operazione Drago: lo sfruttamento della prostituzione di una 40enne romena. Stando alle indagini, la donna sarebbe stata costretta a vendersi per ricavare proventi da reinvestire nell’acquisto di droga, che andava poi spacciata in bar, pub e discoteche del Viterbese.

Secondo i carabinieri di Viterbo e Soriano, Barberio e Vasilescu erano gli aguzzini della donna. Sarebbero stati loro ad assoggettarla nell’estate 2011. Sempre loro l’avrebbero prima convinta con la prospettiva di un guadagno facile, per poi intascare in un secondo momento tutti i soldi che riusciva a mettere insieme. Per due mesi la vittima si sarebbe prostituita tra Viterbo, Orte, Soriano e Roma, zona Flaminia. In un’occasione, di fronte alle sue resistenze a scendere in strada per l’ennesima volta, Barberio l’avrebbe picchiata e violentata, sotto gli occhi della fidanzata.

Uno spaccato inquietante dell’indagine, cui ci sommano le altre attività collaterali per finanziare l’acquisto degli stupefacenti. Soprattutto cocaina. Si tratta del racket delle estorsioni, usura, furti e traffico di anabolizzanti. Un giro d’affari che, per i carabinieri, avrebbe visto al vertice proprio Barberio insieme al fratello Michel. 

Qualcuno dei 40 arrestati ha già scelto la formula del patteggiamento o del rito abbreviato. Per gli altri in attesa di giudizio, il processo è diviso in due: un troncone davanti al collegio per i reati più gravi e l’altra tranche davanti al giudice monocratico. Barberio è imputato in entrambe.

 


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15 dicembre, 2013

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