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Tarquinia - Presidio tutta la notte al negozio di formaggi sull'Aurelia, da demolire perché sul percorso della Tirrenica - I fratelli Podda, rimasti incatenati, hanno minacciato di darsi fuoco

“Nessuna demolizione per ora, ma temiamo che lo faranno”

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Bernardo e Patrizio Podda

Bernardo e Patrizio Podda

Bernardo Podda incatenato davanti al casottino

Bernardo Podda incatenato davanti al casottino

Bernardo Podda incatenato davanti al casottino

Bernardo Podda incatenato davanti al casottino

Bernardo Podda minaccia di darsi fuoco

Bernardo Podda minaccia di darsi fuoco

Bernardo Podda minaccia di darsi fuoco

Bernardo Podda minaccia di darsi fuoco

Viterbo – Un’altra notte all’aperto.

Il presidio sull’Aurelia, alla rivendita di formaggi dei fratelli Podda, va avanti. Per fare spazio all’autostrada Tirrenica il punto vendita aperto venti anni fa deve essere demolito.

I fratelli Patrizio e Bernardo da ieri si sono incatenati alla struttura, minacciato anche azioni clamorose, fino a darsi fuoco se saranno smobilitati.

I mezzi dovevano entrare in azione ieri mattina, ma il sit in dei cittadini di Tarquinia, compreso il comitato che vede tra i componenti Marzia Marzoli, insieme all’azione dei titolari, li ha fatti desistere.

“Non lo hanno fatto – spiega Marzoli – ma temiamo che lo faranno”.

Altri esercizi lungo il tracciato dell’autostrada Civitavecchia – Livorno, come distributori di benzina, sono già stati chiusi e demoliti. Dove i fratelli Podda vendono prodotti tipici, formaggi del luogo, i cittadini si sono ritrovati anche per la notte, accendendo un fuoco, loro sono rimasti incatenati, mentre a una decina di metri ci sono i mezzi della Sat sono a una decina di metri di distanza.

L’avviso di sfratto i Podda lo hanno ricevuto una settimana fa. “Siamo pronti a tutto, anche a gesti estremi – dicono Patrizio e Bernardo – la nostra battaglia è in difesa del lavoro, nostro e dei nostri dipendenti. Tarquinia perderà un punto di riferimento, una rivendita di prodotti tipici locali che è un fiore all’occhiello per tutto il territorio.

Senza contare che erano stati promessi centinaia di posti di lavoro per i tarquiniesi con l’autostrada che invece non ci sono. Anzi, si perdono pure quelli esistenti, come accadrà a noi e alle persone che lavorano nella nostra azienda”.

Mentre dal comitato cittadino, Marzia Marzoli, oltre alla preoccupazione per l’attività dei fratelli Podda, punta il dito su un altro problema che riguarderà tutti i residenti in zona: “Ribadiamo il nostro no – spiega a un’autostrada che viene realizzata senza prevedere complanari per la popolazione locale.

I residenti a Tarquinia per spostarsi dovranno pagare il pedaggio. Vogliamo far sapere a tutti il grosso problema che questo crea. Sat va avanti, ma se vogliono fare l’autostrada, prima pensassero alla viabilità alternativa.

Ogni volta che eliminano un incrocio a raso, chiudono attività commerciali”.

 


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17 dicembre, 2013

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